Blitz a Villa inferno, scoperti festini con droga e minori

La notizia è deflagrata come una bomba a Bologna: gli indagati appartengono ad ambienti politici e professionali in vista

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:32

Festini a base di sesso e cocaina, che coinvolgerebbero anche ragazzine minorenni. Sulla vicenda – che coinvolgerebbe otto uomini della “Bologna Bene” – stanno indagando i carabinieri della compagnia Bologna Centro.

Si ipotizza di un giro di ragazzine arruolate e portate in un residence fuori città per prestazioni sessuali in cambio di droga. Per tali motivi, le accuse, a vario titolo, nei confronti delle persone indagate sono di induzione alla prostituzione minorile e spaccio di sostanze stupefacenti.

I festini a Villa Inferno

Secondo il racconto del quotidiano Resto del Carlino, a far partire l’indagine è stata una madre che ha scoperto sul telefono della figlia 17enne dei video in cui la minore faceva sesso con diversi uomini. I filmati giravano sui cellulari dei professionisti poi indagati.

La donna ha sporto denuncia e da lì i carabinieri coordinati dal pubblico ministero Stefano Dambruoso hanno acquisito i video e sentito in audizione protetta la ragazzina che ha confermato tutto, anche la presenza di cocaina nelle feste. Inoltre, sembra fosse presente almeno un’altra ragazza minorenne negli incontri.

Gli indagati

Ieri i carabinieri hanno notificato le ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Sandro Pecorella e sono scattate perquisizioni e sequestri di telefoni e tablet nelle abitazioni e negli studi professionali.

Tra le persone coinvolte nell’indagine dei carabinieri di Bologna su presunti festini di sesso e droga con ragazze minorenni – scrive Ansa – ci sarebbe anche Luca Cavazza, 27 anni, agente immobiliare e candidato, non eletto, alle regionali di gennaio in Emilia-Romagna con la Lega. Per lui, scrive Ansa, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Per l’imprenditore Davide Bacci, 48 anni, è scattata la custodia in carcere. E’ sua la location degli incontri, “Villa Inferno“. Domiciliari anche per un altro indagato e misure più leggere per altri tre, tra cui un avvocato.

La notizia è deflagrata come una bomba nel capoluogo emiliano, per via dei nomi noti degli indagati che appartengono ad ambienti politici e professionali in vista. Tra loro – tutti professionisti – ci sarebbe anche un avvocato.

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