Usa, chi era il condannato a morte difeso anche da Kim Kardashian

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:14
Nathaniel Woods

L’Alabama (nel sud-est degli Stati Uniti) ha eseguito la condanna a morte, con un’iniezione letale, di Nathaniel Woods, 43 anni, condannato alla pena capitale per aver partecipato indirettamente all’uccisione di tre agenti nel 2004. Lo ha reso noto il Dipartimento penitenziario dello Stato specificando che l’uomo è stato giustiziato alle 21:01 ora locale presso la Holman Correctional Facility di Atmore, in Alabama. L’esecuzione è avvenuta dopo che la governatrice Kay Yvey si è rifiutata di fermare l’esecuzione e la Corte Suprema ha negato la sospensione dopo uno stop temporaneo.”Una giuria di colleghi del signor Woods lo ha condannato per quattro episodi di omicidio”, ha detto Ivey in una dichiarazione. “Negli ultimi 15 anni, la sua condanna è stata riesaminata almeno nove volte e nessun tribunale ha trovato alcun motivo per ribaltare la decisione della giuria”.

La storia

Il caso aveva creato un’ampia mobilitazione perché l’uomo da più parti era ritenuto innocente. Anche la celebrity Kim Kardashian si era unita alla mobilitazione civile per impedire la controversa condanna capitale di un condannato “forse innocente”. Nathaniel Woods non ha mai premuto il grilletto, ma i pubblici ministeri lo hanno dichiarato colpevole quanto l’uomo che l’ha fatto. Era stato lui, dissero i procuratori, ad attirare gli agenti di polizia a Birmingham, in Alabama, in una casa dove tre di loro furono uccisi. Woods ha avuto un numero crescente di sostenitori che dicono che non ci siano prove che dimostrino che abbia complottato per tendere l’imboscata agli ufficiali. Oggi l’esecuzione, vista da più parti come un clamoroso errore giudiziario. Robert Dunham, direttore esecutivo del Death Penalty Information Center, ha affermato che consentire condanne a morte senza una decisione unanime della giuria – cosa possibile solo in Alabama – “crea un rischio maggiore che una persona innocente venga condannata a morte”. Nel caso si Woods, infatti, due giurati votarono contro la pena capitale, ma questo non fu sufficiente.

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