Uccide la compagna, fermato un clochard a Roma

La mattina dell’11 maggioin un parco un passante aveva notato una donna distesa sul prato in stato di incoscienza e con evidenti segni di violenza sul volto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:23

Risolto il mistero della donna clochard trovata agonizzante in un giardino pubblico lo scorso 11 maggio e poi deceduta in ospedale. Per la sua morte, i carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura di Roma, A.D., cittadino romeno di 41 anni. Anch’esso – come la vittima – senza fissa dimora, è ritenuto responsabile dell’omicidio della propria convivente Maria Drabikova, 40enne di origine slovacca, morta a seguito delle gravissime lesioni subite. Le testimonianze raccolte dai carabinieri hanno portato all’arresto del compagno.

La ricostruzione

La mattina dell’11 maggio a Roma, nei pressi del parco Don Mario Picchi anche detto Parco della Solidarietà, un passante ha notato la presenza di una donna distesa sul prato, semicoperta e in stato di incoscienza, con evidenti segni di violenza sul volto. Il personale medico, contattato dal passante e intervenuto sul posto, valutate le condizioni disperate in cui versava la donna, l’ha trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni dove la donna è arrivata in coma e dove è morta il giorno dopo.

Le indagini dei Carabinieri

Le indagini, coordinate da Francesco Gualtieri del pool specializzato della Procura di Roma, hanno permesso, sin da subito, di convogliare le attenzioni investigative sul compagno convivente della vittima, rintracciato dai Carabinieri della Compagnia E.U.R. nella zona. L’uomo non è stato in grado di fornire una versione convincente di quanto avvenuto tra la sera del 10 e le prime ore dell’11 maggio. I successivi accertamenti tecnici di laboratorio, effettuati dai Carabinieri del R.I.S. di Roma, non hanno lasciato dubbi però sul fatto che l’indagato fosse l’ultima persona con cui la vittima era entrata in contatto e con il quale avrebbe avuto una colluttazione. Il fermato è stato, quindi, rintracciato nel quartiere San Lorenzo e portato dai Carabinieri nel carcere di Regina Coeli, dove rimane in attesa di essere interrogato dal Gip, al quale dovrà rispondere dell’accusa di maltrattamenti in famiglia e omicidio aggravato.

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