Sciopero nazionale dei taxi, i sindacati: “Adesione totale”

I sindacati contro le misure nel nuovo Dcpm: "Disattenzione irresponsabile del Governo nei confronti della nostra categoria"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:44

E’ iniziato oggi, venerdì 6 ottobre, alle 8:00 di mattina lo sciopero nazionale dei conduttori di taxi contro le restrizioni imposte dal nuovo Dpcm dello scorso 3 novembre per contenere il Coronavirus. Il blocco durerà fino alle 22:00 di questa notte.

“Non ci sono auto bianche alla stazione Termini né in giro per Roma, così come nelle altre città. Per ora l’adesione è praticamente totale. I colleghi sentono ormai sulla loro pelle la forte crisi che ci ha investito”, hanno spiegato le sigle sindacali che hanno indetto lo sciopero.

Roma: la manifestazione davanti al Ministero

A Roma, i tassisti si sono radunati stamattina davanti al ministero delle finanze dove hanno chiesto “a gran voce di sostenere un servizio che non ha mai smesso di garantire la mobilità anche quando era tutto fermo”.

Circa un migliaio le persone in protesta, tante le sigle che hanno aderito allo sciopero e partecipato alla manifestazione. “Tutto chiuso il taxi muore, abbandonati dalle istituzioni”, “doveri tanti, diritti nessuno”, sono solo alcuni dei vari striscioni esposti dai tassisti italiani.

I sindacati dei taxi

“Siamo partiti da Firenze e siamo qui per protestare nei confronti di questa disattenzione irresponsabile del Governo nei confronti della nostra categoria. Stanno abbandonando il mondo del lavoro. Abbiamo bisogno di aiuti concreti e reali. Non di promesse ridicole”, dice all’Adnkronos Claudio Giudici, presidente Nazionale Uritaxi.

Sulla stessa linea Valerio Giacopinelli della Claai (Confederazione Libere Associazioni Artigiani Italiane). “Da Genova a Roma, siam partiti stanotte per stare insieme ai colleghi. Da noi si è fermato il lavoro, dalle navi ai taxi. Ci sentiamo presi in giro. Se non si muove l’economia, noi moriremo. Continuando così, prima o poi qualche casino succederà“.

“Non ce la facciamo più, non abbiamo nemmeno soldi per il carburante. Le famiglie sono sul lastrico. Abbiamo fatto proposte – dice Riccardo Cacchione di Usb tassisti – abbiamo messo nostri mezzi per trasportare malati oncologici, a nostre spese abbiamo messo in sicurezza i taxi. Se non cambierà la situazione questa sarà soltanto la prima di tante manifestazioni“.

Qui, il video della manifestazione romana davanti al ministero.

Milano

“A Milano lo sciopero sta avendo una sostanziale adesione del 100% dei taxi“. La stima è di Emilio Boccalini presidente di Taxiblu 02.4040, il più importante Radiotaxi di Milano.

“Il Dpcm non ci consente manifestazioni e quindi gran parte dei colleghi è a casa e non, come di consueto, nei parcheggi – spiega -. Circolano solo i taxi, con uno speciale cartello, che svolgono servizi di carattere sociale e che trasportano persone malate o invalide senza farle pagare“.

“Siamo fermi oggi – ribadisce Boccalini -, ma in realtà siamo fermi da mesi, siamo ai minimi storici con le corse. Qui non rischiamo di perdere solo il lavoro, ma di veder scomparire un’intera categoria“.

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