Rsa: l’ordinanza del Ministero della Salute regola le visite

Valida già da domani, per entrare la Carta Verde, il tampone negativo o la presenza di anticorpi. Nicolino (Comitato Orsan) ad Adnkronos: "Dedichiamo il risultato ai nostri cari scomparsi"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:12

Da domani domenica 9 maggio fino al 30 luglio i possessori della Certificazione Verde Covid-19 potranno andare a fare visita ai loro parenti nelle residenze sanitarie assistenziali, come prevede l’ordinanza firmata oggi da ministro della Salute Roberto Speranza. Il titolare del dicastero di Lungotevere Ripa avverte: “È ancora necessario mantenere la massima attenzione e rispettare le regole e i protocolli previsti, ma condividiamo la gioia di chi potrà finalmente rivedere i propri cari dopo la distanza indispensabile per proteggerli”. Il sottosegretario al Ministero della Salute Andrea Costa parla di “un’esigenza a cui la politica aveva l’obbligo di dare risposta”.

Le condizioni

Il provvedimento del ministro regolamenta gli ingressi nelle strutture, ma non solo. Introduce anche la possibilità che il rientro in famiglia – aggiungendo su “specifica  regolamentazione delle direzioni sanitarie o del medico curante in accordo con la direzione” – e le misure per i nuovi ospiti delle rsa. Le condizioni per le visite il possesso della Certificazione verde Covid-19, il cosiddetto “green pass” che attesta l’avvenuta vaccinazione, un tampone fatto nelle 48 ore precedenti o la presenza degli anticorpi da malattia. Comprese anche le mascherine, meglio le Ffp2, e il gel igienizzante. Il contatto fisico con gli ospiti delle strutture potrà avvenire, se questi ultimi sono vaccinati, “in particolari condizioni di esigenze relazionali e affettive”. Le rsa devono programmare gli ingressi nell’arco della giornata ed evitare gli assembramenti, se possibile realizzando gli incontri all’aperto. Non sono ammesse più di due persone per ospite, salvo che si tratti di caregiver o ci si trovi in una situazione di fine vita.

I nuovi ingressi

Riguardo chi ha accesso alla struttura per motivi di cura, l’ordinanza ministeriale prevede per il soggetto non si è vaccinato o che ha fatto soltanto la prima dose meno di due settimane prima un tampone all’ingresso e una quarantena di dieci giorni . Il test verrà ripetuto a fine del periodo di isolamento. Niente quarantena se il invece il nuovo ospite ha completato il ciclo vaccinale. Le misure “potranno essere rimodulate” in base all’evoluzione dello scenario epidemiologico “anche in senso più restrittivo“, si legge nel documento, dal direttore sanitario o l’autorità sanitaria.

Esigenza a cui rispondere

L’ordinanza del ministro sulle visite nelle residenze “è il coronamento di un importante e costante lavoro istituzionale della Conferenza delle Regioni”, scrive in una nota il governatore del Friuli Venezia-Giulia Massimiliano Fedriga, ringraziando “per il lavoro fatto gli assessori delle Regioni e il gruppo di lavoro Emergenza Covid che hanno scritto le Linee Guida, senza le quali questo risultato non sarebbe stato possibile”.

“I nostri anziani potranno sin da subito riabbracciare i propri cari. E lo potranno fare anche da domani, in un giorno speciale come la Festa della Mamma. Era un’esigenza a cui la politica aveva l’obbligo di dare risposta“, commenta il sottosegretario Costa.

“Siamo entusiasti e vogliamo dedicare questo risultato straordinario a tutti i familiari, e sono tanti, i cui affetti sono morti senza poterli abbracciare per l’ultima volta. Abbiamo raggiunto questo traguardo in 2 settimane di impegno forsennato del Comitato Orsan che conta oltre 1.500 sostenitori e di tutti i comitati spontanei nati in questi mesi”. Ha espresso così ad  Adnkronos la sua gioia nell’apprendere la notizia della firma del documento Dario Francolino, fondatore e presidente di Orsan, che sta per “Open RSA Now”. La richiesta che le visite riprendessero il giorno della Festa della mamma è loro.

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