Recovery, Gentiloni: “Si torna a crescere, ripresa forte anche per Italia”

Gentiloni: "Le nostre previsioni di primavera per la prima volta includeranno proprio l'impatto dei piani di Recovery"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:42
Il Commissario europeo agli Affari Economici, Paolo Gentiloni

“Si torna a crescere. La reazione molto veloce e forte delle istituzioni Ue e di conseguenza dei singoli Paesi, ha attutito le conseguenze di un 2020 drammatico per l’economia reale”. Lo dice il commissario Ue Paolo Gentiloni, intervistato stamane da “Il Messaggero”.

Il commissario Ue rimarca come da un lato ci siano “ferite sociali molto gravi da rimarginare. Penso al lavoro di giovani e donne o a settori tuttora in crisi nel commercio, nel turismo, nella ristorazione, nella cultura”, dall’altro “l’ondata è stata contenuta e io credo che il vento di ripresa potrebbe anche esser più forte del previsto”.

Gentiloni: “Ripresa forte in Italia”

L’Italia? Potrebbe avere un buon livello e godere in particolare di una ripresa forte”, aggiunge, però “a tutto ciò deve corrispondere un’economia più verde e una crescita che non sia solo una fiammata dopo la caduta”. Gentiloni spiega che “le nostre previsioni di primavera per la prima volta includeranno proprio l’impatto dei piani di Recovery. Direi che a contare non sarà tanto la velocità quanto il rispetto degli obiettivi e dei tempi previsti nel piano”.

Se una delle riforme non fosse realizzata nei tempi previsti c’è il rischio che il flusso di risorse si blocchi: “Una volta approvato il piano, tra due-tre mesi in media, ci sarà un primo finanziamento del 13% e poi via via ulteriori finanziamenti che arriveranno un paio di volte l’anno: per un Paese come l’Italia parliamo di tranche di una ventina di miliardi circa“, ma le tranche “sono legate al raggiungimento di obiettivi previsti nei tempi previsti” e “non sarà una decisione discrezionale”.

Unione europea è “parte della soluzione”

In chiusura, Gentiloni sottolinea come “la pandemia ha rimesso in discussione tante velleità nazionaliste. Il 2020 sarà ricordato come l’anno in cui in molti casi l’Unione europea è passata dall’essere considerata un problema ad essere vista come parte della soluzione del problema”.

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