Produzione industriale: i dati di luglio sanciscono un lieve rallentamento

In data odierna è stato pubblicato uno studio che evidenzia un lieve rallentamento su base mensile della produzione industriale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:28

Secondo i dati pubblicati in data odierna dalla public company statunitense denominata IHS Markit in questo difficile frangente economico e sociale – connotato dall’ incidere della Variante Delta sul fronte della pandemia da Covid-19 e l’aumento dei prezzi per quanto concerne le materie prime sul fronte economico – l’industria europea nel corso del mese di luglio ha avuto un decremento rispetto al precedente ritmo di crescita, pur continuando la fase di espansione sancita nel corso degli ultimi mesi.

Le percentuali esemplificate nella ricerca

In particolare, secondo i dati pubblicati, sono scesi gli indici economici dei principali paesi, a titolo esemplificativo quello francese e quello spagnolo sono scesi rispettivamente a 58 e 59 punti, mentre invece quello tedesco ha fatto registrare un balzo positivo a 65,9 punti che risulta essere il dato più alto a partire dal 1996, ossia quando la presente indagine statistica è stata avviata. In seconda istanza, per quanto riguarda il dato italiano, lo stesso ha manifestato un livello molto alto di crescita ma, nel mese di luglio, in special modo nel settore manifatturiero vi è stato un calo di 1,9 punti percentuali rispetto ai dati dello scorso giugno. Successivamente, il presente studio ha segnalato che, in tutta l’Unione Europea, vi sono problemi per quanto concerne l’andamento molto elevato dei prezzi delle materie prime e la loro contestuale carenza che rischiano di ostacolare la produzione e rendere molto difficili le consegne anticipate previste.

La situazione della Cina

In conclusione, lo studio in esame, ha segnalato che, anche nella Repubblica Popolare Cinese, pure essendosi registrato un indice economico positivo pari a 50,3 punti, nel corso dell’ultimo anno si è verificata la prima contrazione delle domande su cui hanno inciso negativamente sia i costi più alti delle materie prime che la contestuale diminuzione dei guadagni per le aziende cinesi.

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