Mattarella: “Polizia corpo dello Stato che i cittadini riconoscono amico”

Compie 40 anni la legge 121 che ha istituito la Polizia smilitarizzando il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:07

“La polizia moderna nella logica costituzionale propria della riforma dell’81 è oggi un Corpo dello Stato che i cittadini riconoscono come amico, accessibile e aperto, elemento di coesione. Una ‘empatia democratica’ guadagnata sul campo nata negli anni difficili del terrorismo”. Così il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, per i 40 anni della legge che smilitarizzò la Polizia. La legge 121 del 1981 è “caposaldo vivo” del presente, scrive Mattarella: “ha rapportato l’agire della Polizia nella società ai valori della Costituzione”.

40 anni dalla legge 121

Compie 40 anni la legge 121 che ha istituito la Polizia, smilitarizzando il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza trasformandole nella prima forza di polizia civile a competenza generale e ridisegnando l’intero sistema della pubblica sicurezza. La ricorrenza viene celebrata dal Dipartimento con un libro dal titolo “La riforma dell’amministrazione della pubblica sicurezza” scritto dal prefetto Carlo Mosca, scomparso lo scorso 30 marzo e che fu di quella riforma uno degli ispiratori.

Dopo il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quello del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e del Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Franco Gabrielli, nei 12 capitoli del libro si snodano, dice il Dipartimento “i temi più significativi di quella riforma lontana nel tempo eppure ancora così attuale”.

Ogni capitolo si arricchisce del contributo di riflessione da parte di una personalità del mondo religioso, scientifico, politico o istituzionale: il Cardinale Gianfranco Ravasi approfondisce gli aspetti del “servizio”, il Ministro Marta Cartabia quelli del ruolo delle “donne”, il Procuratore generale Giovanni Salvi l’introduzione del ruolo degli “Ispettori”, il prof. Michele Ainis i “sindacati”, il dottor Gianni Letta “l’ordine e la sicurezza pubblica” e poi ancora il professore Giuliano Amato, Marino Bartoletti, Eugenio Gaudio, Annamaria Giannini, Gaetano Manfredi, Antonio Romano, Maurizio Viroli. 181 pagine “ricche di immagini, anche storiche, che ricordano il passaggio da amministrazione militare di polizia ad amministrazione civile di garanzia, al servizio dei cittadini e delle Istituzioni democratiche del Paese”.

Il capo della polizia, Lamberto Giannini

Giannini: “Grato a chi fece la riforma”

“Sono particolarmente grato a coloro che 40 anni fa ebbero il coraggio e la felice intuizione di attuare la riforma dell’amministrazione della pubblica sicurezza – dice il capo della Polizia Lamberto Giannini – Anche io, entrato in servizio alla fine degli anni ottanta, sono figlio di questa riforma e oggi da capo sento forte l’impegno di aggiungere nuovi tasselli al percorso riformatore tracciato dalla legge, lavorando per una Polizia che possa sempre meglio coniugare l’antica sapienza con le moderne conoscenze e competenze per saper rispondere alle necessità e ai bisogni dei cittadini”.

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