Andria: cade in vasca piena di mosto, muore operaio 30enne

Nunzio Cognetti è morto mentre stava lavorando a un macchinario per la vinificazione nell'azienda "Agrinatura", s'indaga per omicidio colposo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:08

Un operaio è morto dopo essere caduto in una vasca piena di mosto mentre erano in corso le operazioni di vinificazione in un’azienda di Andria (Barletta-Andria-Trani). L’incidente è avvenuto ieri sera.

La vittima aveva 30 anni e si chiamava Nunzio Cognetti. L’operaio è morto mentre stava lavorando a un macchinario per la vinificazione nell’azienda “Agrinatura”. A quanto riporta Ansa, l’operaio è stato prima soccorso dai colleghi e subito dopo dal personale del 118 ma per lui non c’è stato nulla da fare. Il macchinario è stato posto sotto sequestro.

Aperto fascicolo per omicidio colposo

Un fascicolo d’inchiesta a carico di ignoti è stato aperto in relazione alla morte di Cognetti. L’ipotesi di reato è omicidio colposo con la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.

La dinamica dell’incidente è ancora in fase di ricostruzione e non è chiaro se l’operaio sia caduto in una vasca per la preparazione del vino o di sughi pronti. A dare l’allarme sono stati gli altri operai presenti in azienda, che avrebbero provato a rianimare il 30enne anche praticando il massaggio cardiaco. Quando i medici del 118 sono arrivati, però, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Sono intervenuti anche gli uomini dello Spesal per accertare la posizione lavorativa della vittima che – da prime verifiche – sembrerebbe essere stata regolarmente assunta.

Con quella di ieri sale a 53 il numero delle morti bianche in Puglia da inizio 2021.

Il precedente

Il 2 ottobre scorso un incidente simile si è verificato a Paola (Cosenza). Quattro uomini, tutti parenti, impegnati in una vasca per la fermentazione del mosto hanno perso la vita a causa delle inalazioni da monossido di carbonio.

Erano circa le 12.30 – ricostruisce Il Giorno – quando i carabinieri della stazione di Paola si sono recati nella Frazione San Miceli per il ritrovamento dei quattro uomini deceduti all’interno della cantina dell’abitazione familiare dove stavano preparando il vino. Uno degli uomini – tutti parenti e di età tra i 40 ed i 70 anni – si è improvvidamente calato all’interno della vasca di fermentazione del mosto, ma respirando il monossido di carbonio esalato dalla fermentazione, non è più riuscito a uscire.

Gli altri uomini hanno tentato di salvarlo scendendo all’interno della vasca e inalando a loro volta le esalazioni che li hanno portati alla morte per la mancanza di ossigeno. Una quinta persona, una donna di 36 anni, arrivata per ultima a prestare soccorso, ha inalato i fumi ed è stata trasportata all’ospedale Annunziata di Cosenza, dove non ora versa in pericolo di vita. I corpi senza vita sono stati estratti da personale dei Vigili del Fuoco.

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