Manovra: ok al reddito alimentare contro lo spreco. Tutti gli emendamenti

La commissione Bilancio della Camera ha votato in mattinata la manovra: ecco le riformulazioni e gli emendamenti con parere favorevole

Roma 09/09/2019 - Camera dei Deputati voto di fiducia al nuovo Governo / foto Samantha Zucchi/Insidefoto/Image nella foto: Camera dei Deputati

E’ ripresa poco dopo la mezzanotte di oggi, 21 dicembre, la seduta della commissione Bilancio della Camera sulla manovra con le votazioni sul pacchetto di riformulazioni ed emendamenti con parere favorevole.

La commissione, al settimo giorno di lavoro sulla manovra, ha concluso l’esame degli emendamenti alle 6 di questa mattina e ha dato il mandato ai relatori, Paolo Trancassini, Roberto Pella e Silvana Comaroli: il testo approderà in Aula alla Camera domani, con il voto di fiducia atteso venerdì.

Manovra: arriva il reddito alimentare contro spreco e povertà

Parte la sperimentazione nelle città metropolitane del ‘reddito alimentare’ da destinare a chi è in povertà assoluta. Lo prevede un emendamento del Pd alla manovra approvato nella notte. Con un fondo da 1,5 milioni nel 2023 e 2 milioni nel 2024 saranno distribuiti pacchi realizzati con i prodotti invenduti della distribuzione alimentare “da prenotare mediante un’applicazione e ritirare presso uno dei centri di distribuzione ovvero ricevere nel caso di categorie fragili”. In un decreto del ministero del Lavoro, da emanare entro 60 giorni, verranno definiti le modalità attuative, la platea e il coinvolgimento del terzo settore.

Nuova stretta al Reddito: salta l’offerta ‘congrua’

Non dovrà più essere “congrua” la prima offerta che – rifiutata – fa perdere il diritto al reddito di cittadinanza. La commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento riformulato a firma Lupi (Noi Moderati) che sopprime la parola “congrua” dal testo della norma, che prevede che i beneficiari del Reddito decadano dal beneficio qualora non accettino la prima offerta di lavoro congrua. E’ congrua l’offerta che considera le esperienze e competenze maturate e anche la distanza del luogo di lavoro dal domicilio e tempi di trasferimento (entro 80 chilometri e raggiungibile in 100 minuti con mezzi di trasporto pubblici).

Rdc a giovani che hanno completato obbligo scuola

Dal primo gennaio 2023 per i beneficiari del reddito di cittadinanza di età compresa tra 18 e 29 anni che non hanno terminato la scuola dell’obbligo l’erogazione del beneficio è condizionata all’iscrizione e alla frequenza di percorsi di formazione o comunque funzionali all’adempimento dell’obbligo scolastico. Lo prevede un emendamento riformulato alla manovra approvato in commissione Bilancio alla Camera.

Due nuovi bonus per i 18enni

E’ stato accantonato l’emendamento che introduce due nuovi bonus per i 18enni, in sostituzione dell’App18. L’emendamento riformulato, a firma Mollicone, prevede l’introduzione di due nove carte per i maggiorenni: una Carta della cultura Giovani basata sul reddito (con Isee fino a 35mila euro) e una Carta del merito.

Restyling della App18: due nuovi bonus

Via libera della commissione Bilancio della Camera al restyling della App18, il bonus per i 18enni: al suo posto arrivano due nuovi bonus, basati sul reddito e sul merito. Lo prevede l’emendamento riformulato alla manovra approvato dalla commissione Bilancio della Camera. Per i maggiorenni arrivano una ‘Carta della cultura Giovani’, per i residenti nel territorio nazionale appartenenti a nuclei familiari con Isee fino a 35mila euro, assegnata e utilizzabile nell’anno successivo a quello del compimento di 18 anni; e una ‘Carta del merito’ per chi si è diplomato con 100 centesimi. Valgono 500 euro ciascuna e sono cumulabili.

Foto di Engin Akyurt da Pixabay

Cambia adeguamento pensioni: sale a 85% per 4-5 volte minimo

Cambia la norma della manovra che rivede per il 2023 e 2024 la rivalutazione automatica delle pensioni: sale dall’80 all’85% la rivalutazione per gli assegni tra 4 e 5 volte il minimo (circa 2.000-2.500 euro), mentre per le pensioni più alte gli scaglioni vengono rivisti con una riduzione della percentuale. Lo prevede un emendamento alla manovra approvato dalla commissione Bilancio della Camera. L’indicizzazione passa dal 55% al 53% per le pensioni tra 5 a 6 volte il minimo; da 50% a 47% tra 6 e 8 volte il minimo da 40% a 37% da 8 a 10 volte il minimo e da 35% a 32% negli assegni oltre 10 volte il minimo (oltre 5.000 euro).

Ok emendamento su caccia a cinghiali in città

Via libera della commissione Bilancio della Camera all’emendamento che alla manovra che apre alla possibilità di abbattimenti di fauna selvatica per motivi di sicurezza stradale anche in aree protette e in città. L’emendamento, a firma Foti (Fdi).

Sul Pos approvato un tavolo permanente e il contributo straordinario destinato a misure per contenere l’incidenza dei costi a carico degli esercenti.

Fonte: Ansa