Liberalizzazione vaccini: Pfizer contraria, Germania scettica e Russia a favore

In Germania la portavoce del governo difende la proprietà intellettuale, più possibilista il ministro degli Esteri. Guterres (Onu): "Opportunità di aumentare la fornitura a Covax"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:31

Dopo la presa di posizione di ieri dell’amministrazione Biden, che ha deciso di schierarsi insieme a chi chiede la revoca temporanea dei brevetti sui vaccini per consentirne la produzione su scala globale, arriva netta contrarietà di una della principali multinazionali della farmaceutica, la Pfizer. La Germania avrebbe espresso scetticismo nei confronti della decisione degli Usa, mentre la Russia sarebbe a favore dell’idea. L’Unione europea ancora non parla ancora con una voce sola e discuterà della questione nel vertice informale del leader dell’Ue previsto per il finesettimana a Oporto, in Portogallo. “I vaccini sono un bene comune globale. È prioritario aumentare la loro produzione, garantendone la sicurezza, e abbattere gli ostacoli che limitano le campagne vaccinali”, ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi.

La proposta di recente appoggiata dagli Stati Uniti era stata avanzata all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) già a marzo da India e Sud Africa, in rappresentanza di sessanta Paesi. Ma aveva trovato l’opposizione in primis proprio degli Usa, che si erano schierato a favore delle forme di protezione della proprietà intellettuale.

No secco

L’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, ha dichiarato oggi di non essere “per nulla” a favore della scelta degli Stati Uniti di sostenere la sospensione temporanea dei brevetti dei vaccini contro il coronavirus. Secondo il Ceo dell’azienda statunitense aprire dei siti di produzione del vaccino Pfizer-BioNTech al di fuori degli Stati Uniti e nell’Unione europea rischierebbe di “ridurre il numero di dosi prodotte”, per motivi legati legati all’approvvigionamento delle materie prime.

Nel corso della Quinta conferenza internazionale vaticana Bourla ha raccontato tempi e modalità dietro l’accordo con la tedesca BioNTech: “Il vaccino Pfizer ha avuto risultati positivi a novembre 2020 ed è stato registrato a dicembre 2020. Abbiamo firmato l’accordo commerciale nel gennaio 2021. Un accordo da miliardi di dollari è stato messo in attesa, per concentrare tutti gli sforzi sulla realizzazione del vaccino”. “L’unica cosa di cui eravamo preoccupati – ha aggiunto Bourla – era quale sarebbe stata la prossima decisione da prendere per assicurarsi che il vaccino sarebbe stato efficace e sicuro”.

La reazione tedesca

Fredda la reazione della Germania alla proposta del presidente americano di appoggiare una moratoria ai brevetti per i vaccini anti-Covid. La portavoce del governo di coalizione guidato da Angela Merkel ha dichiarato che “la protezione della proprietà intellettuale è fonte di innovazione e dovrà rimanerlo anche in futuro”, e ha aggiunto inoltre che la decisione statunitense “ha notevoli implicazioni sulla produzione dei vaccini in generale”. Si è invece espresso in termini meno scettici il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, il quale ha affermato che la Germania è “pronta a discutere” del tema della liberalizzazione dei brevetti dei vaccini anti-Covid.

D’accordo i russi

Citato dall’agenzia di stampa Interfax, il capo di Stato russo Vladimir Putin si sarebbe dentro protno a sostenere l’eliminare la protezione dei brevetti dai vaccini contro il coronavirus. Il presidente russo riterrebbe la cosa in in linea con le regole del Wto, che prevede la possibilità di revoca di questi brevetti in caso di emergenza

Il plauso dell’Onu

Il segretario generale delle Nazioni unite Antonio Guterres “plaude al sostegno senza precedenti degli Usa” e ha sostenuto che si procedesse in quella direzione, ciò “offre ai produttori l”opportunità di condividere sapere e tecnologia che consentiranno l’espansione dei vaccini prodotti localmente e di aumentare in modo significativo la fornitura al Covax“. “Nessuno sarà al sicuro dal virus finché non saremo tutti al sicuro”, ha ribadito Guterres.

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