Ebola, nuovi casi in Guinea e Repubblica Democratica del Congo

Nei Paesi del Centro Africa scattano piani e misure di protezione; basso rischio di contagio per l'Europa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:56
Focolai Ebola in Congo

Oltre alla pandemia da Covid, nuovo allarme per i focolai di Ebola in Centro Africa.

La notizia arriva dalla Repubblica Democratica del Congo (Rdc) e dalla Guinea. Nella provincia del Nord Kivu della Cdc i casi confermati al 18 febbraio sono 4, di cui due morti, mentre in Guinea ne sono stati identificati 7, di cui 5 letali. A fare il punto è il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc).

Il punto sulla situazione

Al momento le autorità sanitarie congolesi, con il supporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), hanno identificato oltre 300 contatti dei contagiati. Dal 15 febbraio è partita anche una campagna di vaccinazione.

Si tratta dei primi casi di Ebola segnalati nel Nord Kivu dallo scorso giugno. Il focolaio in corso potrebbe estendersi ad altre aree del Paese o a quelli vicini. Anche in Guinea l’Oms sta dando il suo aiuto al Paese, procurando dosi di vaccino, farmaci, reagenti e dispositivi di protezione.

I Paesi vicini hanno attivato piani di risposta, anche se finora non sono stati confermati casi. I malati e morti riportati in Guinea sono i primi dopo la vasta epidemia che ha colpito i paesi dell’Africa occidentale tra il 2013 e 2016.

Il rischio di contagio per l’Europa

L’attuale rischio di rimanere contagiati, per i cittadini europei che vivono o devono viaggiare verso Repubblica Democratica del Congo e Guinea è basso, secondo l’Ecdc. Così come è molto bassa la probabilità di introdurre o di un contagio secondario all’interno dell’Unione europea. A chi dovesse recarsi in queste aree, l’Ecdc raccomanda di evitare contatti con persone sintomatiche, non consumare carne selvatica né avere contatti con animali selvatici vivi o morti. Poi lavare e sbucciare sempre frutta e verdura, lavare regolarmente le mani con sapone o antisettici. Attualmente ci sono due vaccini contro Ebola autorizzati in diversi paesi, tra cui l’Ue.

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