Appello dei vescovi africani contro l’odio tra clan

L'episcopato esorta a evitare di aggiungere alle sfide del coronavirus “conflitti, omicidi e altre forme di sofferenza". Stop alle guerre tra clan

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:28

I vescovi chiedono al ministero degli Interni del Kenya di condurre “indagini rapide” e portare i colpevoli di fronte alla giustizia, perché occorre mettere fine al senso di impunità di chi commette questi crimini. Le autorità devono far sì “che le persone abbiano fiducia nel governo. Sennò prevale la paura e le comunità continueranno a uccidersi a vicenda, come se fossimo uno Stato senza legge”. A aggiungono: “Siamo profondamente preoccupati per la continua insicurezza e le tensioni nelle contee di Narok e Marsabit che hanno portato alla perdita di vite umane, allo sfollamento di persone e alla distruzione di proprietà”. La dichiarazione della Commissione Episcopale “Giustizia e Pace” (Cjpc), resa nota da Fides, è firmata a nome dei vescovi del Kenya, da monsignor John Oballa Owaa, vescovo di Ngong e presidente del Cjpc.

Clan in lotta tra loro

Nel messaggio dei vescovi del Kenya si ricorda l’assassinio di dodici persone nella contea di Marsabit, tra cui due studenti universitari, uno studente di scuola secondaria e un motociclista, e si sottolinea che “la santità della vita e la dignità umana è un valore da sostenere in ogni momento“. I vescovi sottolineano che è “un peccato la continua perdita di vite umane a causa dell’etnia, dell’odio clanico, della competizione sulle risorse e delle dispute di leadership”. Una guerra tra clan che provoca una scia di sangue senza fine. A Marsabit, che confina con l’Etiopia e la Somalia, le tradizionali dispute tra le comunità di agricoltori e pastori che combattono storicamente per la condivisione dell’acqua e dei pascoli, sono esasperate e manipolate da politici locali a scopi elettorali.

Sviluppo

“La cultura politica dominante keniana – denunciano i presuli- è quella dello scontro di potere alimentato solo dall’avidità”. Di conseguenza, non si persegue il bene comune e si perpetua l’odio tra clan. A Narok, la contea all’interno della diocesi cattolica di Ngong, della quale Mons. Owaa è il Vescovo, vi sono stati frequenti scontri violenti interetnici tra le comunità pastorali per il controllo dei pascoli e per furti di bestiame. “Condanniamo fermamente questi atti barbarici e facciamo appello alle comunità interessate affinché abbraccino la pace, l’amore e l’armonia. Solo così si potrà realizzare lo sviluppo per il bene comune” afferma la dichiarazione. Il popolo di Dio di queste località, riferisce Fides, si trova ad affrontare una “miriade di sfide” anche per la crisi del coronavirus, notano i vescovi, e quindi occorre evitare di aggiungere a queste, “conflitti, omicidi e altre forme di sofferenza“.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.