LIBIA, A SIRTE LE MILIZIE DI SERRAJ GUADAGNANO TERRENO CONTRO L’ISIS Hanno liberato "il quartiere 700, eliminando i cecchini" e avenazano verso "la sala Ouagadougou, quartier generale Isis

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Nuovo ‘bollettino di guerra’ a Sirte – in Libia – delle forze legate al governo sostenuto dall’Onu. Le milizie fedeli al premier Fayez al Sarraj hanno annunciato di avere liberato “il quartiere 700, eliminando i cecchini” e di “proseguire nell’avanzata verso la sala Ouagadougou, quartier generale Isis, bombardata ieri dall’aviazione e dall’artiglieria”. Scontri anche nella zona del porto, dove è stata “presa l’isola di Al-Tawila e a “ovest nel quartiere 2”.

Il bilancio degli scontri di ieri – secondo l’ospedale di Misurata – parla di “3 morti e 38 feriti fra i miliziani”. La campagna di Sirte si sta rivelando molto più complicata di quanto annunciato dalle forze libiche, che a metà giugno avevano invece affermato che si sarebbe risolta in pochi giorni. Intanto a Bengasi, dove sono impegnate le forze fedeli al generale Khalifa Haftar due soldati sono morti ed altri 6 sono rimasti feriti in scontri con l’Isis.

Intanto il premier Sarraj ha licenziato quattro ministri del Governo libico di unità nazionale della Libia, tre mesi dopo che l’insediamento dell’esecutivo appoggiato dalle Nazioni Unite. La loro rimozione è una nuova battuta d’arresto negli sforzi per unificare il Paese nordafricano che ha una amministrazione rivale a Tobruk; la città, controllata dal generale Haftar, non ha confermato la sua fiducia al premier.

“I ministri licenziati erano assenti dal loro lavoro e si sono rifiutati di assumere le loro funzioni nel Governo per più di 30 giorni” ha spiegato un portavoce dell’esecutivo. I ministri ricoprivano i dicasteri della Giustizia, dell’Economia e industria, della Finanza e della Riconciliazione nazionale ed erano tutti originari della regione orientale.

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