REGGIO CALABRIA, I “GIOIELLI” DELLA MAFIA IN MOSTRA AL PALAZZO DELLA CULTURA La mostra inizierà il 7 maggio e fa parte del progetto degli Stati Generali della Cultura, 30 giorni di arte e legalità ospitati dalla città calabrese

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Potrebbe sembrare una mostra come tante altre, piena di bellissime opere dei più grandi artisti, italiani e stranieri, ma quella organizzata a Reggio Calabria, nel Nuovo Palazzo della Cultura, è qualcosa di più. Circa 125 opere – da de Chirico a Dalì, da Sironi a Carrà, passando per Fontana e Ligabue, accanto a numerosi artisti databili tra il 1600 e il 1700 – , tutti “gioielli” sequestrati alla mafia durante i numerosi blitz condotti dalle forze dell’ordine, operazioni che terminano quasi sempre con la confisca di denaro e beni preziosi che vengono poi restituiti allo Stato.

Il nuovo polo d’arte calabrese sarà aperto a tutti gli artisti e sarà oggetto di visite destinate agli studenti: il Palazzo della Cultura nasce, infatti, per  raccontare il vero volto della Calabria, una regione purtroppo martoriata dalla mafia, e si inserisce in un progetto più ampio promosso dalla provincia di Reggio Calabria. Sarò proprio la città ad ospitare gli Stati Generali della Cultura, un’iniziativa che durerà un mese (dal 25 aprile al 25 maggio) e il cui obiettivo è intensificare la battaglia delle istituzioni e dei cittadini contro la criminalità organizzata. Trenta giorni di eventi all’insegna della cultura e della legalità, un cartellone ricchissimo che soddisferà anche il pubblico più esigente: delle tante attività previste, la mostra sui “gioielli” della mafia è forse la più attesa dai cittadini, che potranno finalmente ammirare opere altrimenti perdute.

“La cultura e la lotta per la legalità sono legate a filo stretto – commenta l’assessore provinciale alla Cultura e alla Legalità, Eduardo Lamberti-Castronuovo, ideatore e anima degli Stati Generali – così la mostra delle opera d’arte confiscate alla mafia, che diventerà permanente nel nuovo Palazzo della Cultura, sarà sempre un segnale e un monito: il simbolo del recupero di un patrimonio restituito alla comunità”.

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