A PIACENZA LE OPERE DI GIANNI CROCE, FOTOGRAFO E NARRATORE DEL ‘900 allestita fino al 29 maggio nello spazio Ex Enel di Piacenza, l'esposizione racconta il percorso artistico di Gianni Croce

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Cento immagini, lastre originali e un bellissimo documentario: è questa la mostra “Gianni Croce 1920-1960”, allestita fino al 29 maggio nello spazio Ex Enel di Piacenza, un’esposizione che racconta il percorso artistico di Gianni Croce, fotografo e artista del ‘900 che ha narrato la provincia emiliana dello scorso secolo. Promossa dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, con il patrocinio del Comune, in collaborazione con il Museo per la Fotografia e la Comunicazione visiva di Piacenza, la mostra è stata curata da Donatella Ferrari, Roberto Dassoni, Maurizio Cavalloni.

Il percorso espositivo è suddiviso in 7 sezioni, ognuna delle quali abbraccia le tematiche care a Croce, prima fra tutte l’architettura, intesa non come semplice processo costruttivo, ma come elemento per sperimentare impressioni, atmosfere, astrazioni. Il fotografo diede infatti la sua personale interpretazione dei contesti urbani, mettendo in posa i suoi soggetti sugli sfondi creati dalla città. Croce, però, non cercava la realtà, ma una bellezza quasi idilliaca, un grande valore da cercare nelle suo fotografie. Ci sono poi le sezioni dedicate al “Sabato fascista”, ossia alle manifestazioni ginniche del Ventennio, o ancora quella della “Città invisibile”, con scorci privi di figure umane e con forti contrasti di luci e ombre, o dei “Minimi sguardi”, in cui si racconta la ripresa civile ed economica degli anni ’50 e ’60.

La mostra si chiude con un documentario sulla figura umana e professionale di Croce realizzato dal regista Roberto Dassoni con interviste a Daniele Panciroli, Angela Madesani, Paolo Barbaro, Maurizio Cavalloni, William Xerra, Paolo Dalla Noce, Rossella Villani, e altri.

 

 

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