PER IL PAPA, UN FORMAGGIO CHE SI CHIAMA “PERDONO”

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Il “formaggio del perdono” è stata donato a Papa Francesco, mercoledì 24 febbraio, al termine dell’Udienza generale in Piazza San Pietro, da Antonello Guadagni, ex detenuto, che ha seguito un percorso di recupero, alternativo al carcere, presso l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, precisamente alla “Casa madre del Perdono”. All’incontro con il Santo Padre hanno partecipato oltre 200 detenuti e persone della Comunità fondata da don Oreste Benzi. Con loro, anche il Vescovo di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi, promotore dell’“Università del perdono”, nata per promuovere la cultura del perdono.

È un formaggio buono, prodotto da persone che hanno fatto del male. Perché anche chi ha compiuto del male può sempre fare del bene”, ha detto Giorgio Pieri, responsabile della Comunità educante con i carcerati (Cec), per commentare il dono casario.

“Non c’è santo senza passato, né peccatore senza futuro”, ha detto il Papa.

I due terzi di quelli che sono stati in carcere, una volta usciti tornano a delinquere. Invece, per chi segue il nostro percorso educativo la recidiva si abbassa al 10 percento”, afferma Pieri. La “vera sicurezza” – spiega – non è data da una giustizia vendicativa, ma da una giustizia rieducativa, che “passa attraverso percorsi di recupero, perché un uomo recuperato non è più pericoloso”.

La misericordia indicata da Papa Francesco per il Giubileo straordinario non è soltanto la via più giusta, ma anche la più efficace”.

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