VIETATO ROTTAMARE LA FAMIGLIA

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Family Day 2016 Circo Massimo Famiglia

Sono due milioni, i partecipanti al Family Day oggi al Circo Massimo, nella Capitale, invasa da palloncini colorati. Il doppio delle aspettative. Il popolo italiano in difesa della famiglia e dei bambini. Uno striscione sventola significativo nella piazza: “Renzi, ce lo ricorderemo”.

Cattolici, come i promotori del Comitato “Difendiamo i nostri figli”, ma non solo. “Per molti, arrivare a Roma non sarà una passeggiata”, si legge sul sito web della manifestazione, tuttavia bisogna “fare il possibile e anche l’impossibile”. Già, perché la posta in gioco, in questa partita, è troppo alta: si tratta di fermare il disegno di legge Cirinnà e la violenta arroganza di una modalità legislativa che non ha precedenti nel nostro Paese, con “l’unica arma” di cui le famiglie italiane dispongono, come afferma il presidente del Comitato Massimo Gandolfini: manifestare.

“È importante essere tantissimi”, ha detto Gandolfini. Le associazioni familiari e i vari movimenti d’ispirazione cristiana sono, quindi, mobilitati. Ma non soltanto loro. Anche cristiani di altre chiese, credenti di altre confessioni e non credenti, tutti uniti dalla stessa certezza: la famiglia è una, quella riconosciuta agli artt. 29 e 30 della Costituzione, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Molte le conferme anche tra i politici. Ci sarà il democratico Giuseppe Fioroni, già ministro dell’Istruzione, che non ci sta ad essere chiamato “cattodem”. Sarebbero 140 i parlamentari iscritti a partecipare. Saranno anche così presenti alla coscienza al momento del voto?

Non sarà in piazza, invece, Ernesto Preziosi, il promotore, nel gruppo del Partito Democratico alla Camera, del documento firmato da 40 parlamentari per proporre gli emendamenti agli artt. 2, 3, 4 del ddl Cirinnà e lo stralcio dell’art. 5. “I politici hanno a disposizione le aule parlamentari per manifestare il loro pensiero e dove sono chiamati, attraverso il processo legislativo, a proporre modifiche, a emendare. A ciascuno il suo compito”, dichiara in un comunicato stampa.

Il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Angelo Bagnasco, ha definito la manifestazione “condivisibile” e “necessaria”. “I figli non sono un diritto”, ha detto nella prolusione al Consiglio permanente della Cei, mentre nella conclusione ha affermato che “l’equiparazione in corso tra matrimonio e unioni civili – con l’introduzione di un’alternativa alla famiglia – è stata affrontata all’interno della più ampia preoccupazione per la mutazione culturale che attraversa l’Occidente”.

Alla vigilia di questo appuntamento, la settimana scorsa, anche Papa Francesco era intervenuto in modo chiaro all’udienza con il Tribunale della Rota Romana: “Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”.

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