IL SIGNIFICATO DELLA MISERICORDIA

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Ha inizio il Giubileo della Misericordia voluto da Papa Francesco. Ma cosa significa la parola misericordia? Il termine indica pietà, compassione che induce al soccorso; deriva dal latino misericordia, che a sua volta deriva dall’aggettivo misericors, composto dal tema miseri, cioè aver pietà, e cor, cuore. La misericordia è un versante funzionale di sentimenti (appunto pietà e la compassione); è il traboccare di questi sentimenti in un atto di soccorso, in un aiuto concreto rivolto a ciò che suscita pietà. Per i cristiani è una virtù morale. Secondo molti teologi, la misericordia è il concetto che sta alla base del vangelo.

Alla vigilia della quarta domenica di Quaresima in San Pietro, il 13 marzo 2015, secondo anniversario del suo pontificato, davanti a una assemblea riunita per celebrare la liturgia penitenziale, Papa Francesco ha annunciato l’indizione di “un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Sarà un Anno Santo della Misericordia. Lo vogliamo vivere alla luce della parola del Signore: “Siate misericordiosi come il Padre” (cfr Lc 6,36)”. Il Papa ha detto che cosa lo ha spinto a questa decisione: “Ho pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia. È un cammino che inizia con una conversione spirituale; e dobbiamo fare questo cammino”.

L’annuncio ufficiale e solenne dell’Anno Santo è avvenuto con la lettura e la pubblicazione della Bolla “Misericordiae Vultus”, nella domenica della Divina Misericordia, festa istituita da san Giovanni Paolo II, che viene celebrata la domenica dopo Pasqua. L’indizione del Giubileo è annunciata in un contesto penitenziale: esso dunque evoca uno svolgimento sobrio, meditativo, non legato a grandi eventi, ma a una profondità interiore che è una forma di esercizio spirituale. La misericordia, possiamo dire, è la parola chiave del Pontificato di Francesco. Essa rappresenta il centro dei suoi discorsi, delle sue omelie e dei suoi gesti. Il Papa con parole e opere vuole mostrare al mondo il vero volto di Dio.

E in realtà è proprio questo l’intimo significato del Giubileo della Misericordia. Esso affronta con coraggio e con passione la crisi di fede di un mondo che rischia di smarrire il volto di Dio, che appare a molti distante, freddo, o comunque sbiadito, a volte proprio dall’ombra di un “giudizio” non rettamente inteso. Ma l’Anno giubilare anche sostiene e incoraggia la Chiesa nella sua “missione di portare ad ogni persona il Vangelo della misericordia” (Omelia di Papa Francesco, 13 marzo 2015). Ecco il punto centrale, il cuore del messaggio del Giubileo: “Nessuno può essere escluso dalla misericordia di Dio. Tutti conoscono la strada per accedervi, e la Chiesa è la casa che tutti accoglie e nessuno rifiuta. Le sue porte rimangono spalancate, perché quanti sono toccati dalla grazia possano trovare la certezza del perdono”.

Dunque in questo Anno giubilare la Chiesa, “ospedale da campo”, si sente già impegnata sul fronte del ministero dell’annuncio e della riconciliazione, come anche sul fronte della riflessione e del pensiero. Le letture per le domeniche del Tempo Ordinario saranno prese dal Vangelo di Luca, che è chiamato “l’evangelista della misericordia”. Dante Alighieri lo definisce”narratore della mitezza di Cristo”, anche a causa delle note parabole della misericordia presenti nel suo Vangelo: la pecora smarrita, la dramma perduta, il padre misericordioso.

L’organizzazione di questo Giubileo è stata affidata dal Pontefice al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, perché possa animarlo. E questo, tra l’altro, conferma il fatto che la sfida è davvero grande, soprattutto per l’Occidente secolarizzato: non solo una riflessione sui modi pastorali, ma l’impegno a riaprire in termini non soltanto astratti, ma esistenziali, la questione di Dio, su chi sia Dio, sul suo volto, in un mondo che ormai agisce etsi Deus non daretur, cioè a prescindere dalla sua esistenza, non riconoscendone il volto e la rilevanza. Perché — come il Papa ha detto più volte (cfr Omelia di Papa Francesco, Piazza San Pietro, 16 giugno 2013) — non riconosce più il misericordioso.

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