IL SANTO PADRE: “UNO SCANDALO LA CONVIVENZA TRA RICCHEZZA E MISERIA” Il Pontefice durante l'udienza generale in piazza San Pietro: "Mentre in Europa diminuiscono le nascite l'Africa è minorenne"

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Alla consueta udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro, il Papa ha ripercorso il suo viaggio apostolico in Africa. “È bella l’Africa, eh? – ha esordito – Rendo grazie al Signore per questo suo grande dono, che mi ha permesso di visitare tre Paesi: dapprima il Kenya, poi l’Uganda e infine la Repubblica Centrafricana”. Del Kenya ha parlato dello scandalo del lusso di pochi in mezzo a tanta povertà. “Il Kenya – ha detto – è un Paese che rappresenta bene la sfida globale della nostra epoca: tutelare il creato riformando il modello di sviluppo perché sia equo, inclusivo e sostenibile. Tutto questo trova riscontro in Nairobi, la più grande città dell’Africa orientale, dove convivono ricchezza e miseria: ma questo è uno scandalo! Non solo in Africa: anche qui, eh? Dappertutto. La convivenza tra ricchezza e miseria è uno scandalo, è una vergogna per l’umanità”. In Kenya il Santo Padre ha trovato anche un altro tipo di ricchezza, quello spirituale dei tanti giovani presenti – “Ho incontrato i giovani, tanti giovani!” – ricordando quelli dell’Università di Garissa, uccisi il 2 aprile scorso perché cristiani: “Il loro sangue è seme di pace e di fraternità per il Kenya, per l’Africa e per il mondo intero”.

In Uganda non poteva essere non ricordata la grande testimonianza dei martiri: “In Uganda la mia visita è avvenuta nel segno dei Martiri di quel Paese, a 50 anni dalla loro storica canonizzazione, da parte del beato Paolo VI”. Per tale motivo in motto del viaggio nel Paese era «Sarete miei testimoni» (At 1,8). Il Papa cita i sacerdoti, i catechisti, religiosi e religiose che ogni giorno si spendono per la popolazione.

La Repubblica Centrafricana, la terza tappa del viaggio nel cuore dell’Africa, era una meta fortemente voluta. “Questa visita era in realtà la prima nella mia intenzione – spiega Bergoglio – perché quel Paese sta cercando di uscire da un periodo molto difficile, di conflitti violenti e tanta sofferenza nella popolazione”. Per tali motivo il Santo Padre ha la cattedrale della capitale, Bangui, per aprire con una settimana di anticipo la prima Porta Santa del Giubileo della Misericordia. “L’invito di Gesù ai discepoli: «Passiamo all’altra riva» – ha proseguito Francesco – era il motto per il Centrafrica. “Passare all’altra riva”, in senso civile, significa lasciare alle spalle la guerra, le divisioni, la miseria, e scegliere la pace, la riconciliazione, lo sviluppo. Ma questo presuppone un “passaggio” che avviene nelle coscienze, negli atteggiamenti e nelle intenzioni delle persone. E a questo livello è decisivo l’apporto delle comunità religiose. Perciò ho incontrato le Comunità Evangeliche e quella musulmana, condividendo la preghiera e l’impegno per la pace”.

Sempre a braccio il Successore di Pietro si è rivolto ai giovani in piazza: “Io vorrei dire una parola ai giovani. Ma ce ne sono pochi, perché la natalità è un lusso in Europa: natalità 0, natalità 1% … Ma mi rivolgo ai giovani…E’ il momento di pensare e chiedere al Signore che ti faccia sentire la Sua volontà. Ma non escludere, per favore, la possibilità di diventare missionario, per portare l’amore, l’umanità, la fede in altri Paesi. Non per fare proselitismo: no. Quello lo fanno quelli che cercano un’altra cosa. La fede si predica prima con la testimonianza e poi con la parola. Lentamente”. “Testimonianza”: questa è la grande missionarietà eroica della Chiesa secondo Bergoglio: “Annunziare Gesù Cristo con la propria vita!”.

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