INCUBO JIHAD A BRUXELLES, COPRIFUOCO IN CITTA’

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Continua a rimanere alta la tenzione a Bruxelles, dove la polizia ha eseguito diverse operazioni nei sobborghi della città. Nella serata di ieri le forze dell’ordine hanno bloccato l’accesso per quasi un’ora alla piazza centrale della città, Grand Place, facendo ricorso a un grande dispiegamento di uomini e mezzi. Sono molti gli utenti che in queste ore hanno postato sui social foto che mostrano una Bruxelles blindata, con le forze dell’ordine che presidiano i luoghi più importanti.

Dopo il consiglio di sicurezza convocato nella giornata di domenica nella capitale, il premier Charles Michel ha spiegato che la minaccia di attentati resta “seria e imminente. Speriamo di ottenere una nuova valutazione del livello di allerta per tornare il più rapidamente possibile a una vita normale”. Nel frattempo restano chiuse le scuole e le metro, e le istituzioni europee hanno deciso di cancellare tutte le riunioni “non essenziali”. Si svolgeranno solo quelle importanti, ossia i Consigli dei ministri (istruzione ed Eurogruppo).

“Chiediamo a tutti di restare calmi e di seguire rigorosamente le istruzioni delle forze dell’ordine”. E’ il messaggio tweet lanciato in tutte le lingue nazionali dal centro di crisi del Belgio. Inoltre le autorità hanno chiesto ai media – e a tutti i cittadini – di non divulgare informazioni sulle operazione delle forze dell’ordine, comunicando che si terrà una conferenza stampa al loro termine. Anche nell’aeroporto di Charleroi è scattato l’allarme di livello 3, ma al momento il centro di crisi del Paese ha comunicato che lo scalo resta funzionante e non ci sono disagi per i voli.

La polizia ha chiesto ai media di non comunicare informazioni sui luoghi dove si stanno svolgendo le operazioni, e i principali media belgi hanno comunicato che rispetteranno la richiesta. Stesso invito anche per gli utenti dei social network.

Nel frattempo continua la caccia all’uomo. Le autorità infatti credono che Salah Abdeslam, uno dei terroristi che avrebbero agito negli attacchi del 13 novembre a Parigi, si nasconda nella capitale belga, da dove avrebbe chiamato alcuni amici per chiedere aiuto, in modo da riuscire a fuggire per raggiungere la Siria. Ma anche il Paese del Medio Oriente sembra non essere un posto del tutto sicuro per il super ricercato. Infatti, secondo alcune fonti, l’Isis starebbe cercando Salah per punirlo, in quanto non si è fatto esplodere a Parigi.

Il terrorista super ricercato per le stragi di Parigi del 13 novembre avrebbe anche contattato una terza persona via Skype da un cellulare. Lo stesso fratello di Salah, Mohamed, ha detto di essere convinto che Abdeslam non si trovi lontano dalla capitale belga e ha chiesto al fratello di “arrendersi e costituirsi alla giustizia per poter rispondere a tutte le domande”. Mohamed e la sua famiglia sono infatti convinti che Salah sia stato manipolato. “Non sappiamo da chi – ha concluso il fratello del super ricercato – ed è proprio per questo che vogliamo che si arrenda e possa così rispondere a tutte le domande”.

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