San Pacomio, l’inziatore della vita monastica cenobitica

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San Pacomio, abate, Alto Egitto, 292 ca. Alto Egitto 9/05/347. E’ una delle figure più rilevanti della storia del monachesimo. E’ l’iniziatore della vita monastica cenobitica (a differenza di Antonio, iniziatore del monachesimo eremitico).

Pacomio non abbraccia più la vita solitaria degli eremiti raggruppati intorno a una guida carismatica, ma desidera una comunità di monaci con momenti precisi di vita comune (preghiera e lavoro) a imitazione di Gesù, che vive con i suoi discepoli e ai quali insegna a pregare. Sia san Basilio sia san Giovanni Cassiano e san Benedetto vengono influenzati dalle Regole da lui redatte. E’ il primo a riunire i singoli eremiti in gruppi e a organizzarli in una vera vita comune incentrata su una Regola scritta (in sostanza facendone dei monaci veri e propri). I monaci sono semplici laici che non possono neppure accedere alla gerarchia ecclesiastica e i loro voti non sono necessaria perpetui.

Avvenimenti

  • Proviene da una ricca famiglia pagana. All’età di 20 anni è arruolato a forza nell’esercito imperiale. Viene imprigionato a Tebe con le altre reclute. Durante la notte alcuni cristiani procurano loro del cibo: questo gesto di generosità sconvolge Pacomio che chiede il motivo del loro agire. Gli viene risposto dai cristiani: “Il Dio del cielo”. Pacomio promette allora al Dio dei cristiani che, se verrà liberato dalle catene, dedicherà tutta la sua vita a servirlo. Una volta uscito dalla prigionia, mantiene la sua promessa: è battezzato nel 313.
  • Per sette anni è sotto la guida spirituale del vecchio monaco Palamone.
  • Intorno al 320 con pochi compagni va a vivere a Tebennisi, sulla riva orientale del Nilo. Aumentando il numero di coloro che desiderano aggregarsi a lui, Pacomio li organizza secondo le regole della vita comunitaria.
  • Alla sua morte lascia un gran numero di monaci residenti in nove monasteri. Fonda anche due monasteri femminili.

Spiritualità

Si sottopone a una dura ascesi, perché  la considera il mezzo fondamentale per l’unione mistica col Signore.

Morte

Muore durante un’epidemia di peste, dopo quaranta giorni di grandi sofferenze. Raccomanda al suo fedelissimo discepolo Teodoro, che gli succede nella guida dei monasteri, di seppellirlo in un luogo segreto, per evitare di essere venerato dai discepoli.

Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi

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