Il silenzio di Dio di fronte a chi non può accoglierlo

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«Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose» «Nec ego dico vobis in qua potestāte haec facĭo»

Lunedì 14 dicembre – III settimana di Avvento – Mt 21, 23-27

Il commento di Massimiliano Zupi

Alla domanda che gli rivolgono, Gesù risponde a sua volta con una domanda ed infine non risponde. Non è ripicca: è il silenzio di Dio di fronte a chi non può accoglierlo. Coloro infatti che non hanno accettato l’invito del Battista alla conversione, non possono nemmeno riconoscere il Messia che viene: chi non si vede malato, non può aprire la porta al medico. Nessuna spiegazione, nessun segno lo può convincere.

Questo silenzio anticipa il grande silenzio di Gesù durante il processo, di fronte ai sommi sacerdoti (Mt 26,63) e a Pilato (Mt 27,14): anche allora lo interrogheranno ed egli rimarrà muto. Là dove non arriva la parola, infatti, arriverà il silenzio: una volta chiusa la bocca, sarà il corpo a parlare, corpo preso tra le mani e spezzato, offerto e distribuito a tutti.

Già nella notte del Natale Dio aveva scelto di parlare senza parole: piuttosto con il corpo di un bambino indifeso, che chiede di essere preso ed avvolto in fasce e messo in una mangiatoia (Lc 2,7). Ancora alla fine dei tempi, cioè ogni giorno, Dio tornerà così: in chi non ha parole da annunciare, nel corpo dei poveri e degli oppressi.

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