MONDIALI SUBBUTEO, GIUSEPPE BATTAGLIA: “NOI I PIU’ FORTI”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:34

Dopo il boom degli anni ’80, cresce nuovamente la passione degli italiani per il Subbuteo, e il nostro paese è oggi primo in questo gioco: quasi 1000 tesserati, 65 club sparsi per la penisola e “il miglior vivaio a livello mondiale”; inoltre sono tante anche le donne, 50 le tesserate, appassionate per “il calcio sul tavolo”. San Benedetto del Tronto, quest’anno ospiterà i prossimi Mondiali, in programma dall’11 al 13 settembre.

“Abbiamo 65 club e 970 tesserati che praticano attività agonistica. Se però consideriamo il sommerso, i giocatori diventano diverse decine di migliaia. Siamo presenti in tutte le regioni: Piemonte, Lombardia, Campania e Sicilia sono al vertice del movimento. Riusciamo ad essere presenti in maniera radicata anche nelle grandi città: abbiamo 3 club a Roma, 2 a Milano e altrettanti a Torino”, spiega Giuseppe Battaglia, presidente della Federazione Italiana Sport Calcio Tavolo, dando un bilancio complessivo a livello di numeri, – La fascia tra i 40 e i 50 anni è la più nutrita perché il gioco si è sviluppato tra gli anni ’70 e ’80. Abbiamo il vivaio migliore, gli ultimi titoli mondiali under sono stati vinti da noi. Tiriamo fuori tanti ragazzi dalle sale giochi e dai salotti. Per giocare a subbuteo, serve un lavoro mentale e manuale. All’età di 7-8 anni ci si può avvicinare al panno verde per scoprire il divertimento – dichiara ancora il presidente.

Riguardo il prossimo mondiale poi, Battaglia continua: “Dovremmo avere in campo circa 25 Nazionali. L’Europa è il cuore del movimento, dietro l’Italia ci sono Spagna, Belgio, Malta e Grecia. Il gioco ormai coinvolge una quarantina di paesi in tutto il mondo, a San Benedetto aspettiamo anche le delegazioni di Stati Uniti, Brasile, Australia a Malesia. Nelle ultime 2 edizioni dei Mondiali, articolati in 6 categorie individuali e 6 a squadre, abbiamo vinto rispettivamente 10 e 9 titoli. Al momento siamo appoggiati ad enti di promozione sportiva, ma puntiamo a diventare una Disciplina Sportiva Associata. Prima, però, dobbiamo arrivare a 3000 tesserati”.

Il gioco ha origine in Gran Bretagna nel 1947 da un’idea dell’ornitologo Peter Adolph, che riprendeva, però, quella di un gioco già esistente dagli anni trenta, il New Footy, creato da W.L. Keelings. Originariamente Adolph avrebbe voluto chiamare il gioco The Hobby; il termine in inglese significa “passatempo”, ma è anche il nome di una specie di falco diffuso tra l’altro in Toscana, il lodolaio. Dal momento che il termine “Hobby”, secondo l’Ufficio Brevetti inglese, non era registrabile, l’inventore del gioco prese in prestito parte del nome scientifico: quello di Falco subbuteo. Il subbuteo si è diffuso presto nel nostro paese in particolare negli anni settanta-ottanta, per poi avere un declino a causa della crescita dei video games e delle nuove console, ma intorno al 2009 grazie anche ad un nuovo “mercato” è tornato di moda sino ad essere per molti una grande passione. Direttamente legato al Subbuteo, è il collezionismo: tanti sono infatti coloro che non badano a spese pur di riprodurre sul “panno” verde anche nei minimi particolari il calcio reale.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.