LUNEDÌ 13 NOVEMBRE 2017, 15:39, IN TERRIS


GENDER

Via la censura ai manifesti del Bus della Libertà

I messaggi contro l'educazione di genere da propinare ai bambini erano stati bloccati dall'entre preposto

REDAZIONE
D

ietrofront dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (Iap) in merito alla campagna pubblicitaria del Bus della Libertà. L'ente, investito della questione dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in un primo momento aveva censurato i manifesti definendoli in violazione dell’articolo 10, giacché offenderebbero “convinzioni morali, civili e religiose”, e l’articolo 11 che invita ad avere cura dei messaggi rivolti ai bambini per non danneggiarli.

Nei giorni scorsi è giunto però il ripensamento. Le “accuse strumentali”, spiega Jacopo Coghe, presidente di Generazione Famiglia a Il Giornale.it, “sono state smontate una dopo l’altra grazie ad una memoria difensiva, molto accurata, presentata al Giurì dai nostri avvocati”. L'assoluzione dimostra - aggiunge Coghe - che "ancora esiste un briciolo di libertà".

Sulla vicenda è intervenuto con un comunicato anche il Centro Studi Rosario Livatino, osservando: "Vale la pena di sottolineare fin d’ora la grande importanza di questa pronuncia. Da oggi, infatti, deve ritenersi accertato che chiamare 'violenza di genere' quella che si compie nelle scuole ai danni dei bambini sottoposti ad iniziative pro-gender, nonché ribadire esplicitamente che 'I bambini sono maschi e le bambine sono femmine', non soltanto è lecito ma è anche corretto dal punto di vista della deontologia pubblicitaria."

I manifesti in questione raffigurano due bambini stilizzati, un maschio e una femmina, sormontati dalla scritta “Basta violenza di genere” sui bambini.

Messaggi sulla stessa lunghezza d'onda sono quelli diffusi dal Bus della Libertà, che ha girato diverse città italiane dal 23 al 30 settembre e il centro di Roma per oltre una settimana ad ottobre: “I bambini sono maschi, le bambine sono femmine” e “#StopGender nelle scuole”. L'automezzo è stato foriero di polemiche. A Napoli, ad esempio, il Comune ha negato l'autorizzazione a sostare in città, dopo però averla rilasciata.

Con buona pace dei suoi detrattori, il Bus della Libertà - promettono gli organizzatori dell'iniziativa - tornerà a solcare le strade d'Italia.

 

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