MARTEDÌ 05 NOVEMBRE 2019, 00:01, IN TERRIS

Antisemitismo, il rigurgito di un virus europeo

L’allarme delle istituzioni nazionali e comunitarie per i recenti “segni tragici e simbolici” contro le comunità ebraiche

GIACOMO GALEAZZI
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Antisemitismo
Antisemitismo
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o scienziato tedesco Albert Einstein ci aveva visto lungo: "L'antisemitismo è sempre stato il mezzo più economico impiegato da minoranze egoistiche per ingannare il popolo". Ci sono malattie che sembrano cronicizzate nel corpo più volte martoriato e rammendato del vecchio continente. Ogni volta l’Europa sembra esserne fuori per poi ricaderci. "L'antisemitismo è parte della storia peggiore del nostro continente", ha avvertito il presidente del Parlamento europeo David Sassoli nel corso della sua visita al Museo Ebraico di Roma.


Sos Dresda

La città tedesca di Dresda ( dove, tra il 13 e il 14 febbraio del 1945, avvenne uno dei più devastanti bombardamenti della Seconda guerra mondiale e della storia dell’Europa) ha approvato una risoluzione contro l'estremismo di destra, con il titolo "Nazinotstand?", cioé "Emergenza nazista?". A proporla è stato il consigliere Max Aschenbach, del partito di sinistra Die Partei, secondo cui "questa città ha un problema nazista". Dresda è il luogo di nascita del movimento islamofobo Pegida, che vi organizza manifestazioni settimanali. Inoltre il partito di estrema destra anti-immigrazione Alternativa per la Germania (AfD) nelle regionali di settembre ha ottenuto il 28%. La risoluzione, riferisce La Presse, dice che la città "è preoccupata per le posizioni antidemocratiche, antipluraliste, discriminatorie e di estrema destra, che includono violenze" in aumento. Chiede il "rafforzamento della cultura democratica", definendo una priorità "la protezione delle minoranze, dei diritti umani e delle vittime della violenza d'estrema destra". Inoltre sottolinea l'importanza di combattere "l'antisemitismo, il razzismo e l'islamofobia". Il testo è stato approvato con 39 voti a favore, 29 contrari. Ad appoggiarlo la sinistra e i partiti liberali, contrari l'AfD ma anche i cristianodemocratici di centrodestra, che dicono non avrebbe dovuto rivolgersi solo contro l'estremismo di destra. Intanto in Italia la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta al lager di Auschwitz, è bersaglio di oltre 200 messaggi di odio al giorno e si è fatta promotrice di una commissione parlamentare sui fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza.


Europa-Israele

“Dal 2005 tra Israele e l’Unione europea c’è un accordo di associazione sul commercio, sulla ricerca e sugli scambi economici. Per avvicinare Israele all’Europa forse quell’accordo non basta più”, dichiara al Foglio il ministro per gli Affari europei Enzo Amendola, confermando di voler sfidare gli estremismi portando Israele in Europa. “L'antisemitismo, al contrario di quello che in molti sembrano sostenere, non è un problema che riguarda solo gli ebrei o i sopravvissuti all’Olocausto ma è la spia di quelli che sono gli effetti dell’estremismo di ogni genere. E che rischiano di diventare incontrollabili", osserva il direttore del quotidiano, Claudio Cerasa.


Vento maligno

“Abbiamo bisogno che l'Italia faccia un po' di più rispetto ad alcune indicazioni che il Parlamento europeo ha dato già da tempo. Siamo un po' in ritardo qui in Italia - spiega Sassoli -. Nel 2017 il Parlamento europeo ha consigliato a tutti gli stati membri di nominare un commissario nazionale per l'antisemitismo e questo in Italia ancora non lo abbiamo. Spero che il governo e il premier Conte si diano da fare per la nomina, che in questo momento sentiamo molto urgente, così come la definizione di antisemitismo precisata in quella risoluzione, che credo debba entrare nei nostri codici e regolamenti Penso che l'Italia debba fare tutto questo con grande celerità, perché abbiamo bisogno di rispondere a questo vento maligno che vediamo percorrere le strade delle città europee”.


Data simbolica

Il 9 novembre non è per i tedeschi solo il giorno in cui si festeggia, da 30  anni a questa parte, la caduta del Muro di Berlino ma anche una data che evoca altri momenti determinanti della storia del paese. Nel 1848, ad esempio: quel giorno viene fucilato, Robert Blum, politico tedesco, poeta, esponente dell'Assemblea Nazionale, sostenitore di una Germania unita e forte, contrario all'occupazione prussiana della Polonia e critico dell'antisemitismo. Nel 1918, poi, viene proclamata da Philipp Scheidemann, affacciatosi a una finestra del palazzo del Reichstag di Berlino, la Repubblica di Weimar, termine con cui si indica il periodo della storia della Germania dal 1919 al 1933. Nel 1923, il Putsch di Monaco (o "Putsch della birreria") fu un tentativo fallito di colpo di Stato organizzato e attuato da Adolf Hitler tra l'8 ed il 9 novembre. Nel 1938, il 9 novembre si commemora in Germania anche la notte dei cristalli (Kristallnacht), il pogrom dei nazisti, in cui vennero distrutte ed incendiate migliaia di sinagoghe e di negozi di ebrei, in cui morirono centinaia di persone e che fu seguita dalla deportazione di centinaia di migliaia di persone nei campi di sterminio.


Il pericolo è l’indifferenza

Il presidente del Parlamento Europeo ha ribadito a margine che “abbiamo bisogno di combattere l'antisemitismo, di fare in modo che ci sia grande determinazione e che ci sia anche fiducia che le nostre società democratiche siano in grado di essere all'altezza di questa sfida”, sottolineando che i recenti attacchi alla senatrice Liliana Segre “sono ignobili, e il segno che questo virus, che è molto europeo, sta tornando e su questo non possiamo essere indifferenti”.  Per questo non bisogna sottovalutarne la portata. “E’ un virus che ha bisogno di medicine importanti, come quella della cultura, della repressione, dell'attenzione vigile al fatto che la libertà non è un optional per nessuno - evidenzia Sassoli -. Questa è la grande preoccupazione in questo momento, perché vediamo dinamiche in tanti Paesi europei che reclamano grande attenzione. L'attenzione allo stato di diritto per l'Unione europea non può essere un optional. Ci preoccupano tante manifestazioni, magari di famiglie ebree, cittadini europei che lasciano l'Europa perché si sentono insicuri, per gli attacchi alla libertà religiosa o manifestazioni di odio”. Perciò “abbiamo bisogno anche di far capire meglio il valore che la cultura ebraica ci consegna. Noi europei siamo quello che siamo anche per la storia delle comunità ebraiche in Europa, questo deve essere sviluppato con molta più tenacia”. Secondo la classica definizione della Treccani l’antisemitismo è l’avversione, la lotta contro gli ebrei che si manifestava anticamente come ostilità di carattere religioso ed è divenuta in seguito, soprattutto nel Novecento, una vera e propria persecuzione razziale basata su aberranti teorie pseudoscientifiche.


Violenze di matrice neonazista

A 30 anni esatti dalla caduta del Muro di Berlino del 9 novembre 1989, sembra dunque avere ancora effetto la rimozione del passato nazista operata dal regime comunista che considerava “fascista” solo l'Occidente capitalista: all'Est l'indignazione per l'estrema destra è molto meno diffusa che all'Ovest. Un atto più simbolico che altro ma che in Germania rievoca i fantasmi di un passato spaventoso: il consiglio comunale di Dresda ha varato una delibera che proclama lo “stato d'emergenza nazismo” nella città capoluogo della Sassonia, regione in cui l'ultradestra populista di Afd ha appena incassato un successo elettorale record e le violenze di matrice neonazista sono in crescita costante. L'antisemitismo “sta rifiorendo un po' dappertutto in Europa. L'Italia e la comunità dal nostro punto di vista rappresentano un unicum nel panorama europeo”, ma “vicende legate a recenti fatti non soltanto tragici ma simbolici di un antisemitismo che cresce e che rifiorisce ci destano particolare preoccupazione”. A preoccupare è in particolare la situazione in Polonia, dove” anche alla luce delle recenti elezioni che confermano una certa linea di rappresentanza politica, il tema dell'antisemitismo diventa non più controllato o controllabile”. Dureghello segnala “le vicende recenti in Germania” e alcune situazioni in Italia che “sembrano rappresentare sempre di più un pericolo”, con un “cenno doveroso alle aggressioni verbali che tutti i giorni la senatrice Segre subisce”, per le quali “a Liliana va la nostra solidarietà e vicinanza”. Perciò “mi auguro che presto le risoluzioni del Parlamento europeo in tema di antisemitismo, in particolare la definizione dell'Aula di antisemitismo e la nomina di un delegato sull'antisemitismo anche in Italia siano recepite fattivamente”. L’allarme del Rabbino Capo. Il Rabbino Capo Riccardo Di Segni ricorda che quella romana è “la più antica comunità ebraica d'Europa”. A destar allarme sono soprattutto “gli scenari politici che mettono a rischio tante situazioni che pensavamo consolidate”. L’attenzione, dunque, è focalizzata non solo “sul tema difensivo dagli attacchi, ma anche propositivo, di storia, cultura e valori che arricchiscono l'Europa e senza i quali sarebbe molto più povera”.


Gli odiatori seriali

Le persone che ogni giorno sul web le inviano centinaia di messaggi di odio “vanno curate”. Liliana Segre risponde con la consueta pacatezza (“sono una persona civile, non conosco altro linguaggio” dice)  molto più efficace dell'aggressività che si è scatenata su di lei sui social, come emerso dal rapporto dell'Osservatorio antisemitismo che ha calcolato circa 200 insulti e minacce ricevute in media, ogni giorno, contro la senatrice a vita, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti. “Sono persone di cui avere pena. Ci penseranno la scuola, le famiglie. Noi, come testimoni, siamo rimasti numerosi come le dita di una mano. Se la nostra testimonianza non è bastata”, ha afferma Segre al convegno dello Iulm “Dal binario 21 ad Auschwitz, il linguaggio dell'odio”. Per lei “non c’è un modo per sconfiggere queste persone: vanno curate. Sono odiatori seriali, che devono odiare qualcuno”. A chi le chiede se sia possibile “recuperare” gli hater, Liliana Segre replica che sebbene “la speranza, in una nonna” ci sia sempre “la realtà, qualche volta si abbatte sopra la speranza con una bastonata tremenda. Io di bastonate ne ho prese tante e sono ancora qua”. La “bastonata” peggiore senza dubbio è stata “quando hanno ucciso mio padre”. E “ogni minuto va goduto e sofferto, bisogna studiare, vedere le cose belle che abbiamo intorno, combattere quelle brutte. Ma perdere tempo a scrivere a un 90 enne che le si augura la morte... tanto c'è già la natura che ci pensa...”.


Le indagini

Da un anno la procura di Milano ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti, per alcuni messaggi di minacce ricevuti dalla senatrice a vita Liliana Segre sui social network. Il fascicolo, affidato al pool antiterrorismo guidato da Alberto Nobili, contiene una serie di messaggi di insulti antisemiti e minacce per i quali Liliana Segre aveva sporto denuncia nel corso degli ultimi 12 mesi. In tutto sarebbero una decina all'anno i messaggi contro il popolo o la religione ebraica che arrivano sul tavolo del procuratore aggiunto Nobili e sui quali vengono puntualmente avviate delle indagini. A ricevere continuamente insulti pesanti, oltre alla Segre, sono anche altri personaggi come Gad Lerner, Mark Zuckerberg e il finanziere George Soros. Una “stretta” all'accesso ai social per evitare hater e degenerazioni web è l’dea del responsabile economico di Italia Viva Luigi Marattin che fa sua la proposta del regista Gabriele Muccino e annuncia un ddl che “obblighi chiunque apra un profilo social lo faccia con un valido documento d'identità”.


Boom di fake news

Bufera sui social da chi grida alla libertà della rete ma nella politica, riferisce l’Ansa, la proposta di Marattin non è isolata visto che anche il deputato di Forza Italia Nazario Pagano ha già presentato tempo fa una proposta di legge identica. L'esponente del partito di Matteo Renzi, che da tempo ha ingaggiato una guerra alle fake news, propone che il Parlamento intervenga per realizzare una legge che imponga che si apra un profilo social solo con la carta d'identità, poi, aggiunge Marattin, “prendi il nickname che vuoi (perché è giusto preservare quella scelta) ma il profilo lo apri solo così”.


Un passato che non passa

La città di Genova si stringe attorno alla comunità ebraica per ricordare l'inizio della deportazione degli ebrei della città, che cominciò il 3 novembre 1943 con un agguato nella sinagoga. Furono arrestate circa venti persone e altri arresti seguirono nei giorni successivi. In tutto furono deportate 261 persone: ne sopravvisse una ventina.  “Ho già dato mandato ai miei avvocati di adire le vie legali per denunciare chi è stato e capire chi si è permesso di commentare sul nostro Facebook usando toni ed espressioni antisemite. Ritengo che commenti del genere, disgustosi, da cui prendiamo con nettezza le distanze anche pubblicamente nuocciano profondamente soprattutto alla giusta causa dell’Antico Caffè Greco", dichiara Carlo Pellegrini, amministratore delegato di Antico Caffè Greco. "Tirare in ballo questioni dolorose e tristi di una vicenda abominevole che ha riguardato la storia d’Europa su una battaglia di civilista che riguarda il caro degli affitti è demenziale e di pessimo gusto, ragione per cui vogliamo sia fatta al più presto chiarezza - aggiunge - La vicenda dell’affitto milionario dell’Antico Caffè Greco e il tentativo dell’Ospedale Israelitico di sfrattarci nonostante il vincolo del ministero del 1953 non ha nulla a che fare con una questione profonda come l’antisemitismo. Chiunque cerca di sviare l’attenzione dall’eccesso del rincaro degli affitti sbaglia in malafede".


Reazioni bipartisan

Sdegno per i commenti contro l'Ospedale israelitico, proprietario delle mura del Caffè Greco, che appaiono sulla pagina facebook del locale. "I deliranti attacchi sul Web contro la proprietà del Caffè Greco di Roma sono un gravissimo esempio della forza con cui tornano a manifestarsi rigurgiti che continuano incredibilmente a manifestarsi con un preoccupante recrudescenza d'odio - dichiara Luciano Nobili, deputato di Italia Viva -. L'aspetto più agghiacciante - spiega - dello scambio di commenti sulla pagina Facebook del caffè è il riaffiorare di termini tipici dell'epoca più cupa del `900 come ´sionisti' e la riesumazione dei più triti luoghi comuni sugli ebrei utilizzati del gruppo antagonista Bds Italia contro la proprietà, l'Ospedale Israelico. È incredibile che quelle parole siano state scritte sulla pagina Facebook di uno dei più importanti locali della città e, cosa ancora più incredibile, legittimante anche da chi gestisce il profilo del caffè". “Tutto questo è inquietante e scandaloso. E lo ancora di più nei giorni degli attacchi contro Liliana Segre”, conclude Nobili. nche Francesco Giro, senatore di FI, chiede che “l'attuale inquilino e gestore dell'Antico Caffè Greco cancelli immediatamente le frasi ingiuriose contro l'Ospedale Israelitico di Roma (avidi ....sionisti) pubblicate sul profilo Facebook del Caffè che, anziché essere censurate, vengono addirittura commentate con benevolenza e simpatia sul sito. Luogo storico di incontro e dialogo fra i maggiori intellettuali e artisti dei secoli scorsi, il Caffè Greco non può essere amministrato da persone che non sembrano voler arrestare i rischi di un'odiosa deriva antisemita. Uno schifo al quale Roma e i romani reagiranno con forza e con determinazione. All'Ospedale Israelitico, del quale ho sempre sostenuto le legittime e sacrosante richieste per un nuovo contratto di affitto, congruo con le regole di mercato, e per una nuova gestione in linea con la tradizione del luogo e rispettosa del prestigio dell'Antico Caffè, esprimo la mia piena solidarietà e il mio sdegno per il comportamento degli attuali gestori”.

Commenti

Gentile lettore, 

la redazione si riserva di approvare i commenti prima della loro pubblicazione. 

Roberto mazzola mazzola
05 Novembre 2019 @ 16:12
Se non si comincia a insegnare che lo stato d'Israele ha il sacrosanto diritto di esistere, difficilmente si riuscirà a debellare l'antisemitismo. E noi come cristiani abbiamo le nostre secolari responsabilità. l'antisemitismo è un virus che non si combatte solo con le leggi, ma con la cultura, la conoscenza storico-religiosa di questo grande popolo, che la maggior parte dei giovani e adulti non conosce per niente.

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