Rifiuti: Costa fa da ponte fra Comune e Regione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:43

Il ministro dell'Ambiente si muove per risolvere l'emergenza rifiuti che attanaglia Roma da diversi mesi. Uno dei motivi del cortocircuito sul piano della nettezza urbana risiede nel mancato accordo tra Campidoglio e Regione Lazio sul sistema di smaltimento, in particolare dell'indifferenziato. 

Lo scontro

Via della Pisana (che ha formalmente la competenza in materia) continua a ribadire la necessità di una discarica di servizio, assente nel territorio comunale dalla chiusura di Malagrotta nel 2013, registrando però le resistenze di Roma Capitale e, in particolare, dell'assessora all'Ambiente, Pinuccia Montanari. La quale ha aperto solo sulla previsione di “impianti di smaltimento tecnologicamente avanti e sostenibili”. Nelle more, però, l'indifferenziato viene conferito alle discariche di altre città del Lazio, con tutti i ritardi che ne conseguono sulla raccolta. 

Dialogo

Proprio sul gelo tra l'ente locale e quello territoriale vuole lavorare il ministro Sergio Costa che, a Radio Capital, ha annunciato un “percorso tecnico sui rifiuti in collaborazione con Regione Lazio, Comune di Roma e Città Metropolitana” da intraprendere entro il 31 dicembre. “Stanno già lavorando – ha spiegato – fanno infatti parte di una cabina di regia presso il Ministero del'Ambiente. Li abbiamo messi a lavorare insieme”. Finalmente, ha aggiunto, “i tecnici della Regione Lazio e del Comune di Roma, insieme a quelli del Ministero, stanno parlando fra di loro sul tema. Ci sarà quindi un tavolo di confronto all'Ambiente, con Raggi e Zingaretti, alla mia presenza compresa quella del prefetto, per fare in modo che seguano decisioni politiche. In pratica sto facendo da ponte fra due soggetti che devono trovare una soluzione e che mi vedono come intermediario”.

Servizio bocciato

Quello della gestione dei rifiuti è uno dei temi su cui i romani hanno sonoramente bocciato l'operato della giunta Raggi. Il voto medio – espresso nell'undicesima indagine sulla qualità della vita e dei servizi pubblici locali –  è di 3,8, peggio addirittura di quello sui trasporti (4,4), ma migliore di quello sulla pulizia delle strade (3,5). In quest'ultimo caso “la valutazione più negativa è quella espressa dai residenti del municipio VI, nella periferia est, nonostante in giugno sia stato avviato il nuovo sistema di raccolta differenziata porta a porta”. Nella parte alta della classifica si posizionano i servizi culturali e il servizio idrico, con il Palaexpo al primo posto (7,7), seguito dall'Auditorium (7,6), dall'acqua potabile (7,5), dai Musei comunali (7,4) e dalle biblioteche comunali (7). “Assistiamo ad un peggioramento della qualità percepita da 11 anni, quest'anno per la prima volta c'è un lieve miglioramento, anche nei settori più critici”, il commento del presidente dell'agenzia capitolina di controllo sui servizi, Carlo Sgandurra.

 

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