Vietnam e Haiti, la preghiera del Papa per chi soffre: “Non abbandoniamoli”

Il Santo Padre invita a prendere coscienza delle sofferenze del mondo e ricorda: "Il Signore cerca cuori docili per accogliere la sua Parola"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:30
Papa Francesco Angelus
Foto © Vatican Media

Si discute sul clima nell’avveniristica Nuvola dell’Eur, nel cuore di Roma. I potenti della Terra siedono al tavolo dei negoziati per riuscire a fornire una linea guida per il futuro del mondo, dal punto di vista dello sviluppo e della sostenibilità. Nello stesso momento, in altre zone del Pianeta la sofferenza non si ferma. E Papa Francesco lo ricorda nel suo Angelus domenicale, pregando per coloro che patiscono quotidianamente le loro angosce lontano dagli occhi dei riflettori. “In diverse parti del Vietnam le forti piogge prolungate di queste ultime settimane hanno causato vaste inondazioni, con migliaia di evacuati. La mia preghiera e il mio pensiero vanno alle tante famiglie che soffrono, insieme al mio incoraggiamento per quanti, Autorità del Paese e Chiesa locale, si stanno impegnando per rispondere all’emergenza. E sono vicino anche alle popolazioni della Sicilia colpite dal maltempo”. E non dimentica Haiti Papa Francesco, la cui popolazione “vive in condizioni al limite. Chiedo ai responsabili delle Nazioni di sostenere questo Paese, di non lasciarlo solo. E voi, tornando a casa, cercate notizie su Haiti, e pregate, pregate tanto… Non abbandoniamoli”.

“Ruminare la Parola di Dio”

La preghiera del Santo Padre arriva al termine di una riflessione incentrata sulla vicenda evangelica dello scriba che avvicinò Gesù chiedendo quale fosse il primo di tutti i comandamenti. “Gesù risponde citando la Scrittura e afferma che il primo comandamento è amare Dio; da questo poi, per naturale conseguenza, deriva il secondo: amare il prossimo come sé stessi”. Parole che lo scriba ritiene giuste, tanto da ripeterle egli stesso. “Questa ripetizione è un insegnamento, per noi tutti che ascoltiamo. Perché la Parola del Signore non può essere ricevuta come una qualsiasi notizia di cronaca. La Parola del Signore va ripetuta, fatta propria, custodita”. Si potrebbe dire, spiega il Papa, che “la Parola di Dio va ‘ruminata’. ‘Ruminare’ la Parola di Dio. Possiamo dire che è così nutriente che deve raggiungere ogni ambito della vita: coinvolgere, come dice Gesù oggi, tutto il cuore, tutta l’anima, tutta la mente, tutta la forza”.

Il grande comandamento

Il Signore, ricorda il Pontefice, “non cerca tanto degli abili commentatori delle Scritture, cerca cuori docili che, accogliendo la sua Parola, si lasciano cambiare dentro. Ecco perché è così importante familiarizzare con il Vangelo, averlo sempre a portata di mano… Quando lo facciamo, Gesù, Parola del Padre, ci entra nel cuore, diventa intimo a noi e noi portiamo frutto in Lui”. Non basta leggere e capire quindi: bisogna amare Dio e il prossimo. E’ questo il grande comandamento, che deve essere assimilato e diventare la nostra coscienza. “La Parola di Dio opera, è sempre in movimento, è viva ed efficace. Così ognuno di noi può diventare una ‘traduzione’ vivente, diversa e originale”. Da questo deriva l’esempio dello scriba: “Questo comandamento trova riscontro nelle mie giornate? Ci farà bene stasera, prima di addormentarci, fare l’esame di coscienza su questa Parola, vedere se oggi abbiamo amato il Signore e abbiamo donato un po’ di bene a chi ci è capitato di incontrare”.

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