Vaticano, green pass per personale della Curia e visitatori

Lo dispone un decreto generale a firma del segretario di Stato cardinale Pietro Parolin immediatamente in vigore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:51

Entra in vigore immediatamente il decreto generale che dispone l’obbligo di certificato verde “comprovante, esclusivamente, lo stato di avvenuta vaccinazione” contro il Covid o “la guarigione” per il personale della Curia Romana e lo estende ai collaboratori esterni, ai visitatori e agi utenti. La decisione, si legge, per “l’aggravarsi dell’attuale situazione di emergenza sanitaria e la necessità di adottare adeguate misure volte a contrastarla e a garantire lo svolgimento in sicurezza delle attività“.

Il decreto

Il Decreto generale, che entra in vigore immediatamente, prevede che “il personale sprovvisto di valido green pass comprovante, esclusivamente, lo stato di avvenuta vaccinazione contro il SARS CoV-2 o la guarigione dal virus SARSCoV-2 non potrà accedere al posto di lavoro e dovrà essere considerato assente ingiustificato, con la conseguente sospensione della retribuzione per la durata dell’assenza, fatte salve le ritenute previdenziali ed assistenziali, nonché l’assegno al nucleo familiare. Il protrarsi immotivato dell’assenza dal posto di lavoro avrà le conseguenze previste dal Regolamento Generale della Curia Romana”.

“Fatti salvi i controlli demandati al Corpo della Gendarmeria – dispone ancora il nuovo decreto -, ogni ente è tenuto a verificare il rispetto delle prescrizioni, stabilendo le modalità operative per l’organizzazione di tali verifiche e individuando i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni degli obblighi” e per quanto riguarda i dicasteri, “la competenza in merito spetta ai sotto-segretari”.

Infine, “la valutazione degli elementi per l’eventuale esenzione dagli obblighi” è “demandata alla Segreteria di Stato” una volta “acquisito il parere della Direzione di Sanità e Igiene” e “vengono fatte salve eventuali ulteriori restrizioni che le competenti autorità sanitarie vaticane riterranno necessarie disporre nei confronti di persone provenienti da Paesi con rischio elevato di contagio”.

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