Covid, Gimbe: “Impennata di contagi e decessi. Sì a misure restrittive anti Omicron”

Gimbe: "Istituire l’obbligo di mascherina FFP2 nei luoghi pubblici al chiuso e sui mezzi di trasporto e vietare lo svolgimento di grandi eventi pubblici per il Capodanno"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:30
Nino Cartabellotta, Presidente Gimbe

Un’impennata di contagi (+42,3%) e di morti (+33%), ma anche una crescita della pressione sugli ospedali: in una settimana i ricoverati nei reparti ordinari sono 1.218 in più (+17%), in terapia intensiva 149 in più (+17,3%). E in 54 province, la metà del totale, l’incidenza settimanale supera i 250 casi ogni 100mila abitanti. Sono i dati sanitari riferiti al periodo 15-21 dicembre elaborati nel consueto monitoraggio del giovedì della fondazione Gimbe.

Il monitoraggio settimanale Gimbe

All’intervallo 13-19 dicembre si riferiscono invece i numeri sulla campagna vaccinale: le nuove prime dosi sono state 274.143 contro le 240.918 della settimana precedente, 76.822 delle quali però somministrate a bambini nella fascia 5-11 anni, mentre calano i nuovi immunizzati tra gli over 12 (-18,1%). E anche se i target della struttura commissariale sono stati superati tutti i giorni – riporta l’ente di informazione scientifica riportata da Il Fatto Quotidiano – le persone che avrebbero diritto alla terza dose entro fine anno sono oltre 17 milioni, un traguardo irraggiungibile al ritmo attuale.

Le misure restrittive in funzione anti Omicron

Infine, la fondazione lancia le proprie proposte di misure restrittive in funzione anti-Omicron: tra le altre, “introdurre immediatamente l’obbligo vaccinale per tutte le categorie di lavoratori a contatto con il pubblico e nel medio periodo per tutta la popolazione”, “istituire l’obbligo di mascherina FFP2 nei luoghi pubblici al chiuso e sui mezzi di trasporto” e “vietare lo svolgimento di grandi eventi pubblici per il Capodanno”.

“Da oltre due mesi – osserva il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta – si assiste a un aumento dei nuovi casi, che nelle ultime due settimane ha subito una forte accelerazione. La media mobile a sette giorni è passata dai 15.521 casi dell’8 dicembre ai 25.322 del 21 dicembre (+63,2%), un’impennata favorita anche dalla rapida e progressiva diffusione della variante Omicron, ampiamente sottostimata da un sequenziamento insufficiente. Il rapporto positivi/tamponi molecolari – aggiunge – ha raggiunto il 10,5% e quello positivi/tamponi antigenici rapidi l’1,2%“.

Anche gli attualmente positivi tra il 15 e il 21 dicembre sono 86.750 in più, un aumento del 29,2%, mentre la media dei decessi giornalieri è cresciuta a 126 dai 95 della settimana precedente. Sul fronte ospedaliero, al 21 dicembre, il tasso di occupazione a livello nazionale da parte di pazienti Covid è del 13,4% in area medica (al limite della soglia di allerta del 15%) e dell’11,1% in area critica (sopra la soglia di allerta del 10%), con notevoli differenze regionali: la Provincia Autonoma di Trento supera la soglia del 15% in area medica (19,1%) e del 20% in area critica (27,8%), mentre le soglie del 15 e del 10% risultano entrambe superate in Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche, Provincia di Bolzano e Veneto.

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