La politica guarda all’economia: il voto su Def e scostamento di bilancio. Domani cdm su Recovery Plan

Come affrontare le conseguenze economiche della pandemia con i provvedimenti economici allo studio del governo. Tutti gli investimenti possibili

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:14

L’economia al centro del dibattito politico. In Parlamento, oggi l’esame del Documento di economia e finanza 2021 e della relazione al Parlamento con cui il governo ha chiesto l’autorizzazione allo scostamento di bilancio di 40 miliardi di euro.

La votazione alla Camera

Sì dell’Aula della Camera alla relazione sullo scostamento dal pareggio di bilancio per 40 miliardi di euro. I voti a favore sono stati 492, un contrario, un astenuto. Era richiesta la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea.

Via libera dell’Aula anche per il Def, qui i voti favorevoli sono 438, 50 i voti contrari e 4 astenuti. I deputati di Fratelli d’Italia hanno votato contro, a differenza di quanto fatto per lo scostamento, dove i voti di FdI sono stati a favore.

La decisione del Senato

Voto a favore del Senato allo scostamento di Bilancio: i sì sono stati 242, tre i voti contrari e 0 gli astenuti.

Via libera anche alla risoluzione di maggioranza sul documento di economia e finanza. I voti favorevoli sono stati 213, i contrari 30 e zero sono stati gli astenuti.

Il Recovery Plan italiano

Sempre oggi c’è stata una riunione a Palazzo Chigi fra il premier Draghi, il ministro dell’Economia Franco e gli altri ministri coinvolti sul dossier Recovery.

Sul tavolo, la bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza che dovrebbe arrivare domani in Consiglio dei ministri.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ammonta a 221,5 miliardi, di cui 191,5 riferibili al Recovery fund e 30 miliardi di fondo complementare. Emerge dalle tabelle del documento che il Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare domani, che sottolinea come nel 2026 il Pil sarà di 3 punti percentuali più alto grazie agli interventi previsti nel Piano e la crescita media del Pil tra il 2022 e il 2026 sarà di 1,4 punti più alta rispetto al 2015-2019. Sei le ‘missioni’ accompagnate dalle riforme strutturali della giustizia e della Pubblica Amministrazione. Attuazione e gestione affidata a ministeri ed enti locali, monitoraggio al Mef.

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