Pieni poteri a Orbàn

Per socialisti e nazionalisti è un "colpo di stato"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:13

Nel Paese sono soltanto 447 i contagiati da coronavirus e 15 le vittime ma il premier ungherese Viktor Orbàn con 138 voti favorevoli – dei deputati di Fidesz e di alcuni esponenti di estrema destra – e 53 contrari ha ricevuto a tempo illimitato pieni poteri dal parlamento nella lotta al Coronavirus. Numerose le accuse dei socialisti che hanno cercato di far inserire nel testo una limitazione temporale di 90 giorni,  garantendo in cambio il suo appoggio, ma Orbàn ha rifiutato. Per questo motivo hanno attaccato il provvedimento con cui è stato conferito pieno potere al premier, mentre i nazionalisti di Jobbik hanno denunciato un “colpo di Stato”.

I poteri di Orbàn

Viktor Orbán ha diritti di governo e superpoteri eccezionali rinnovabili senza limite, governerà per decreto e può chiudere il Parlamento per periodo a sua discrezione. Riguardo il Coronavirus potranno circolare solo informazioni tratte da fonti ufficiali e coloro che saranno accusato dall’esecutivo di diffondere fake news – o semplici critiche alla gestione dell’allarme sanitario e al disastroso stato della sanità pubblica o ad altre decisioni del potere  – potranno essere condannati con fino a 5 anni di prigione nelle sovraffollate carceri magiare. L’emergenza in vigore dall’11 marzo è stata così ulteriormente e gravemente inasprita.

Inizia la dittatura di Orbàn

“Oggi inizia la dittatura senza maschera di Orban”. Lo ha detto il leader dei socialisti ungheresi Bertalan Toth, commentando la legge approvata dal parlamento ungherese Anche il presidente del partito nazionalista Jobbik ha affermato che “la situazione attuale non giustifica affatto lo stato di emergenza così come si configura nella legge”. Accuse alle quali Orbàn ha replicato dicendo: “L’opposizione sta dalla parte del virus”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.