Mastrocola (Marec): “Ripartire dall’arte per rigenerare i nostri borghi”

L'intervista di Interris.it alla direttrice del Marec, la dottoressa Barbara Mastrocola, sull'iniziativa che vede la collaborazione fra la Fondazione MAXXI e i sindaci dei comuni del cratere del terremoto del 2016

Foto dal sito del MARec

“La Fondazione MAXXI, che si occupa di arte creativa contemporanea, è già stata investita in altre regioni per aiutare la popolazione a rinascere attraverso l’arte. Ed è proprio quello che farà, con la collaborazione di tutti i sindaci dell’area interessata, nei comuni che fanno parte del cratere sismico marchigiano. Il protocollo intende, grazie all’aiuto di una fondazione così prestigiosa, valorizzare i nostri beni“. E’ quanto ha dichiarato ad Interris.it la dottoressa Barbara Mastrocola, direttrice del Marec, il Museo dell’Arte Recuperata (MARec) il museo diocesano dell’Arcidiocesi di Camerino e San Severino Marche – ospitato all’interno del palazzo arcivescovile di San Severino Marche – che raccoglie in un’unica esposizione le opere salvate dalle chiese dopo il sisma del 2016. 

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Mons. Massara: “salvare questo territorio è possibile solo facendo sinergia”

Nel corso dell’incontro al Marec, dove è stato presentato il protocollo di intesa fra la Fondazione MAXXI e i sindaci dei Comuni del cratere del 2016, si è parlato di nuove strategie integrate di sviluppo culturale, economico e sociale per la rigenerazione di questi territori così duramente feriti dal sisma. “Il programma per un rilancio autentico dell’economia del turismo nei territori del sisma non può non ripartire dalla consapevolezza dell’importanza dei beni culturali ecclesiastici come risorsa fondamentale – ha sottolineato monsignor Francesco Massara, arcivescovo della dioscesi di Camerino-San Severino Marche – il patrimonio culturale ecclesiastico è tra i più considerevoli nella regione, sia in termini di quantità che di qualità. Le scelte strategiche non devono nascere dalle emergenze, ma non c’è dubbio che questa crisi debba, per forza, spingere ancora di più all’aggregazione. Creare sistemi dalle strutture flessibili, non burocratiche, con personale competente e specializzato in modo da passare da un progetto all’altro cogliendo di volta in volta finanziamenti appositi. Perché alla fine salvare questo territorio è possibile solo facendo sinergia tra tutte le istituzioni presenti sullo stesso in modo da creare un circolo virtuoso”.

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L’intervista

Dottoressa Mastrocola, qual è l’obiettivo di questa intesa fra la Fondazione MAXXI e i sindaci?

“La rigenerazione dei borghi con progetti innovativi. Questo deve portare a una riqualificazione dei territori, raffornzando anche il tessuto sociale attraverso la cultura e lo sviluppo economico. In questo il MAXXI ci può aiutare molto”.

Nel territorio dell’arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche ci sono già diversi esempi di come la cultura e l’arte possono aiutare il territorio: mi riferisco al Marec, al Residence Next Generation e da ultimo, ma non per importanza, l’avvio dei lavori al Santuario di Macereto

“Sì, sono segni importanti che danno la misura di come stiamo lavorando da quando si è insediato mons. Francesco Massara. Questi obiettivi sono stati raggiunti con soddisfazione, pur nella complessità della burocrazia, ma siamo riusciti a dare segni concreti, di speranza. Il cammino però è lungo, ma riusciremo a fare tutto. La prossima apertura sarà quella del Palazzo Vescovile a Camerino, che è la sede dell’episcopio, dell’archivio storico e del museo. E’ un passo importante”.

Qual è il “segreto” per il raggiungimento di questi obiettivi?

“E’ molto impegnativo, ma l’importante è fare tutto in sinergia, altrimenti risulterebbe impossibile far crescere questo territorio che era in sofferenza già prima del 2016 e poi è stato duramente colpito dal terremoto. Tutti, a partire da mons. Massara, dai sindaci, dai cittadini, crediamo che riusciremo nel nostro obiettivo”.

Come l’arte e la cultura possono essere un collante per ricostruire il territorio e il tessuto sociale?

“Non si può non ripartire dalla bellezza dei nostri luoghi, sia essa paesaggistica o si tratti di beni ecclesiastici. Gli stessi abitanti si sono resi conto della bellezza del borgo dove abitavano nel momento in cui la stavano perdendo. Quando dopo il terremoto si è verificata la necessità di spostare alcune opere dai loro luoghi di origine, ricordo lo sgomento dei cittadini, avevano paura di non rivederle più. Avevano già perso la loro casa e ora perdevano anche quel punto di riferimento che magari li aveva accompagnati nella loro vita. Recuperare quel pezzo di arte è stato importante, perché ti fa sentire a casa. Al momento, la casa temporanea è il Marec, poi molte opere torneranno al loro posto, altre verranno spostate in dei musei. Quello dell’arte è un volano importante perchè aprire un museo vuol dire creare posti di lavoro. E’ importante investire in questo settore”.

Cosa dobbiamo imparare da una crisi come quella del terremoto del 2016?

“Dobbiamo pensare che c’è una possibilità grande per crescere. Dobbiamo ripartire da qui, dalla cultura, ma dobbiamo anche credere che ce la possiamo fare, partendo dalle nostre opere. Se siamo tutti convinti e lavoriamo in sinergia troveremo la strada per rinascere”.