Genova, il giorno del riscatto: il presidente Mattarella inaugura il ponte San Giorgio

La cerimonia nel rispetto del ricordo delle 43 vittime. Presente anche il premier Conte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:34
ponte San Giorgio

Esito positivo per il collaudo statico del nuovo Ponte Genova San Giorgio. Anas ha rilasciato il certificato di collaudo e si sta occupando anche della verifica di agibilità del Ponte, propedeutica all’apertura al traffico.

L’inaugurazione di questo pomeriggio

Così dopo meno di due anni dal crollo del Ponte Morandi del 14 agosto 2018, viene inaugurato oggi pomeriggio alle 18.30 il nuovo ponte di Genova, il ponte “Genova-San Giorgio”.
Nel capoluogo ligure arriveranno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con alcuni ministri e l’architetto Renzo Piano, che ha disegnato e regalato il progetto alla città. Presenti alla cerimonia anche il sindaco e commissario straordinario Marco Bucci e il governatore della Liguria Giovanni Toti.

Dopo la lettura dei nomi delle 43 vittime del 14 agosto 2018 ci saranno 3 minuti di silenzio, poi il passaggio delle Frecce Tricolori e la benedizione nuovo arcivescovo di Genova, monsignor Tasca.

Il nuovo ponte, ha detto il premier, è “il simbolo di una nuova Italia che si rialza. Una giornata importante, che racconta il presente e il futuro di un Paese che cambia”.
I familiari delle vittime della tragedia però non ci saranno: hanno visto nella cerimonia una “festa” alla quale non vogliono partecipare, perché il ponte “è nato – hanno detto nei giorni scorsi – da una terribile tragedia”.

Toti e Bucci sul nuovo ponte Morandi

L’emozione del sindaco

“É enorme, è aperto, sembra una portaerei”. Marco Bucci, sindaco di Genova, nei giorni scorsi ha potuto camminare sul nuovo ponte – “Genova San Giorgio” – e conferma di aver provato una sensazione forte, ma non parla ancora di commozione. “Quella magari arriverà lunedì, lo vedremo, se pioverà come sembra potrà mimetizzare le eventuali lacrime”, scherza, ma neppure troppo.

“Sarò a Genova per l’inaugurazione del nuovo Ponte ‘Genova San Giorgio’: da una ferita che resta difficile da rimarginare il simbolo di una nuova Italia che si rialza. Una giornata importante, che racconta il presente e il futuro di un Paese che cambia”. Lo scrive su Facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Il varo dell’ultima campata da 100m del Ponte Morandi

I numeri e le date del Ponte Genova San Giorgio

Il sindaco di Genova e commissario per la Ricostruzione del viadotto sul Polcevera, in questi due anni, si è trovato più volte a parlare in pubblico con la voce rotta dal pianto. Alla vigilia dell’inaugurazione è focalizzato sugli ultimi dettagli che potranno consentire al più presto l’apertura al traffico.
“Abbiamo fatto quello che dovevamo fare – afferma -. Si continua a dire che il ponte è stata un’opera straordinaria ma è un errore enorme, noi abbiamo fatto una cosa che dovrebbe essere considerata normale. Non penso che due anni siano un tempo eccezionale, penso siano un tempo giusto. Avremmo potuto guadagnare altri due o tre mesi se non avessimo avuto le complicazioni dell’amianto e del maltempo”.

Il modello Genova per l’Italia

Bucci non vuole minimizzare il lavoro svolto – “eccezionale”, ribadisce – ma è convinto che il “modello Genova” debba essere applicato ad altri progetti in Italia. “Dalle best option ai controlli antimafia non solo sulle aziende ma sulle singole persone, dall’utilizzo del codice europeo degli appalti ai lavori in parallelo fino ai protocolli Covid, dicono che è stato possibile solo perché c’erano i soldi di Autostrade. Bene quando noi chiedevamo ad Autostrade di pagare, pagava: non è niente di trascendentale“.

Alla domanda se sarebbe disposto a impegnarsi in politica a livello nazionale per diffondere la diffusione di questo modello, Marco Bucci risponde: “Ho fatto il project manager, top management, per 20 anni su 35 anni di lavoro, ora ho un contratto per i genovesi per cinque anni, quando finirà vedremo cosa fare, magari un altro contratto con Genova”.

Bucci commissario fino a fine novembre

Intanto resterà commissario, fino a fine novembre: “Quando i lavori saranno ultimati del tutto”. Il primo cittadino ringrazia gli operai “quelli della demolizione e quelli della ricostruzione, ho in mente quel bergamasco che stava sui monconi del Morandi con il filo d’acciaio a tagliare i pezzi del ponte, per citarne uno” e poi chi gli è stato vicino, “mia moglie” cita per prima, e poi un lungo elenco dei collaboratori della struttura.

“Mai, non ho mai pensato che non ce l’avremmo fatta”, afferma Bucci, sicuro che anche il prossimo, grosso, tassello andrà al suo posto. “Il quartiere sotto al ponte cambierà, è già pronta la piazza degli alberi per ricordare le vittime in attesa del memoriale. Anche il progetto del grande cerchio rosso dell’architetto Boeri sta andando avanti. Ho chiesto al governo di darmi i soldi avanzati dagli aiuti per il ponte per investirli direttamente senza doverli restituire a Roma. Questa è una cosa su cui conto parecchio perché vorrebbe dire che noi il giorno dopo possiamo partire subito con i cantieri”. Il giorno dopo lunedì, quando – come il 14 agosto 2018 – è attesa pioggia.

Che comunque non creerà problemi. “Non penso – conclude il sindaco – che Genova possa ritardare l’apertura del ponte per un po’ di pioggia e poi i veri marinai si vedono con il mare grosso”.

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