Fbi collabora alle indagini sull’attacco hacker alla Regione Lazio

Insieme alla Postale italiana e all'Ufficio di polizia europeo per individuare similitudini con altri episodi avvenuti in precedenza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:18
Attacco hacker Regione Lazio
Foto di joffi da Pixabay

Alle indagini della Polizia postale italiana riguardo il triplice cyberattacco nei confronti del Centro elaborazione dati della Regione Lazio partecipano Fbi ed Europol. Intanto nella giornata di oggi si è svolta presso il Copasir l’audizione del direttore generale del Dipartimento della informazione per la sicurezza (Dis), l’ambasciatrice Elisabetta Belloni. Il giorno prima il Comitato aveva sentito il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Collaborazione internazionale

Lo scopo della collaborazione internazionale della Postale con l’agenzia governativa della polizia federale statunitense e l’Ufficio di polizia europeo è capire se ci sono somiglianze con altri assalti cibernetici, verificatisi in Italia e all’estero.

Alla Procura di Roma i pm dei due pool coinvolti nelle indagini, reati informatici e antiterrorismo, coordinati dal procuratore capo Michele Prestipino e dal procuratore aggiunto Angelantonio Racanelli, sono al lavoro sui dati raccolti. Nel fascicolo d’indagine i reati ipotizzati sarebbero accesso abusivo a sistema informatico, tentata estorsione e danneggiamento di sistema informatici, con l’aggravante delle finalità di terrorismo.

Il Copasir

Si è svolta oggi, presso il Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, l’audizione del direttore generale del Dis Belloni, sull’ondata di attacchi ai sistemi informatici regionali del Lazio. Con lei anche il vicedirettore del Dis Roberto Baldoni.

“L’ambasciatrice Belloni ha fornito una ricostruzione ampia e circostanziata dell’evento“, comunica con una nota il presidente del Copasir Adolfo Urso “chiarendone le dinamiche, l’impatto, le possibili conseguenze, e prospettando le misure di contrasto più efficaci da adottare”.

 

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.