Depositati al Senato mille emendamenti, verso il rinvio a settembre del ddl Zan

Le richieste di modifica della Lega sono 672, 4 invece da Italia viva. Il calendario dei lavori delle prossime settimane prevede l'approvazione dei decreti Sostegni bis, Recovery e Cybersicurezza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:43

Visti il numero di emendamenti presentati nella giornata di oggi a Palazzo Madama e il calendario dei lavori, prima della pausa estiva, il disegno di legge Zan probabilmente sarà rinviato a settembre.

Dalle 16.30 di oggi, in cui si teneva la discussione generale sul testo, sono intervenuti poco più della metà dei senatori iscritti a parlare, 19 su 35. Sono incerti i tempi per la ripresa della discussione, perché l’odierna conferenza dei capigruppo ha stabilito il calendario dei lavori fino al 30 luglio. Questo sarà centrato sui decreti – sostegni bis, decreto Recovery e cybersicurezza – da approvare prima della pausa estiva.

Gli emendamenti

Al ddl, approvato alla Camera dei Deputati lo scorso novembre, in Senato sono state presentate un migliaio di richieste di modifica. Gli articoli più discussi dalle forze politiche, anche all’interno della maggioranza, sono l’1, il 4 e il 7. I maggior numero di emendamenti è stato presentato dalla Lega, 672, seguiti dai 134 di Forza Italia, dai 127 di Fratelli d’Italia e dei quattro di Italia viva.

Il capogruppo dei senatori del Carroccio Massimiliano Romeo ha detto: “Se si dialoga, la Lega è pronta a ritirare gran parte degli emendamenti presentati al Ddl Zan. Se invece il Pd continuerà a volere lo scontro, affosserà la legge e la tutela dei diritti di migliaia di persone”.

Diversa valutazione è quella della presidente dei senatori del Partito democratico Simona Malpezzi: “672 emendamenti al Ddl Zan dimostrano che la volontà della Lega non è mai stata quella di mediare ma solo di affossare una legge di civiltà attesa da anni. Ma era difficile credere che chi difende le scelte illiberali di Orban potesse sostenere una legge contro le discriminazioni”.

Da Italia viva giungono due richieste di modifica dell’articolo 4. Riccardo Nencini, senatore socialista nel gruppo di Iv, ha dichiarato: “Non un compromesso sull’articolo 4 ma una riscrittura per consentire di punire chi istiga alla violenza o compie atti discriminatori e allo stesso tempo per difendere la libertà del pensiero e di opinione. Il ddl Zan riempie un vuoto che era giusto colmare, ma non si può scherzare sulla libertà di opinione perché una cosa è la manifestazione libera del pensiero, altra cosa – giusta – è sanzionare duramente chi istiga a delinquere”.

Le parole di Gandolfini (Family Day)

“Il rinvio a settembre della discussione al Senato del Ddl Zan è una prima grande vittoria dei movimenti pro family e prolife che hanno reso consapevole l’opinione pubblica della dannosità di questo provvedimento”, ha dichiarato il leader dal family Day Massimo Gandolfini.

“Ora – ha proseguito Gandolfini . è arrivato il momento di non abbassare la guardia, ma di impegnarsi in modo ancora più capillare per annullare definitivamente le istanze contenute in questo scellerato ddl, che non riguarda assolutamente la tutela delle persone omosessuali e transessuali, che rispettiamo come ogni altra persona, ma punta piuttosto ad introdurre l’identità di genere sganciata dal sesso biologico e il gender nelle scuole di ogni ordine e grado”.

Il leader del Family day inoltre ha espresso “soddisfazione per l’atteggiamento compatto del centro destra, che con i suoi emendamenti ha portato al rinvio dell’esame dell’aula, e per l’iniziativa di Italia Viva che ha aperto una crepa nel fronte del centro sinistra”.

“In vista di settembre”, ha concluso Gandolfini “si rinnova con ancora più vigore il nostro appello a tutti i senatori e le senatrici che hanno a cuore la libertà, la verità e diritti delle famiglie e dei bambini”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.