Covid Usa: 90mila morti. Trump verso stop definitivo fondi a Oms

"Ha aiutato i cinesi a nascondere la reale portata dalla pandemia". Un razzo è esploso vicino all'ambasciata Usa a Baghdad, in Iraq

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:21

La Johns Hopkins University ha aggiornato i dati sulla pandemia negli Usa: oltre 90mila decessi totali (90.535) e 1,5 milioni di casi di contagio (1.508.598). Nello specifico, gli Usa hanno registrato 21.551 casi di coronavirus e 785 decessi provocati dalla malattia nella giornata di ieri. Finora le persone guarite in tutto sono 283.178.

Oms

Il Presidente Usa Donald Trump torna a puntare il dito contro l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) rea – a suo dire – di aver aiutato i cinesi a nascondere la reale portata dalla pandemia. Se l’Oms “non si impegna su sostanziali miglioramenti nei prossimi 30 giorni, renderò definitiva la mia decisione temporanea di sospendere i finanziamenti Usa all’Organizzazione mondiale della Sanità e riconsidererò la nostra adesione all’Oms”. E’ quanto scrive il presidente americano Trump in una lettera inviata al direttore generale Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, postata su Twitter, in cui il titolare della Casa Bianca elenca le accuse sulla gestione della crisi del Covid-19 e l’eccessiva vicinanza alla Cina. Nel post, Trump scrive che “questa è la lettera inviata al Dr Tedros dell’Organizzazione mondiale della sanità. Non ha bisogno di spiegazioni!”.

La lettera

Datata 18 maggio, il giorno dell’assemblea, la missiva elenca in 4 pagine le accuse del tycoon sul “fallimento della risposta” dell’Oms al Covid-19 alla luce dell’apposito esame fatto dopo la sospensione temporanea dei contributi Usa annunciata il 14 aprile, da cui è emerso “un’allarmante carenza di indipendenza dalla Repubblica popolare cinese”. Il lungo elenco di contestazioni parte delle segnalazioni “di report credibili” sulla diffusione di un virus a Wuhan a inizio dicembre, incluso un articolo della rivista medica Lancet. Entro fine dicembre l’ufficio di Pechino dell’Oms era a conoscenza di un problema a Wuhan, e il 31 dicembre le autorità di Taiwan segnalarono la trasmissione dell’infezione da uomo a uomo. Poi, si cita Zhang Yongzhen, dello Shanghai Public Health Clinic Center, autore della sequenza del qenoma comunicata il 5 gennaio alle autorità e al pubblico in un post dell’11 gennaio, pagando il giorno successivo con la chiusura del suo laboratorio. L’Oms ha ripetutamente, secondo Trump, dato giudizi “inaccurati e furovianti”, spesso riprendendo le posizioni cinesi, tra la non trasmissione del virus da uomo a uomo, e le lodi sulla “trasparenza” del direttore generale alla Cina dopo l’incontro del 28 gennaio a Pechino con il presidente Xi Jinping, nonché una presunta telefonata del 21 gennaio di Xi col numero uno dell’Oms perché non dichiarasse l’emergenza epidemica. Infine, il mancato accesso tempestivo di un team di esperti internazionali già a fine gennaio e la rivendicazione sull’inutilità della chiusura delle frontiere e della limitazione dei viaggi, come chiesto dalla Cina. La lettera rimarca anche altre presunte lacune gestionali, richiede di un’indagine indipendente e conclude che “è evidente che i ripetuti passi falsi” dell’Oms nella risposta alla pandemia “sono stati estremamente costosi per il mondo. L’unica via davanti all’Oms è se può attualmente dimostrare indipendenza dalla Cina. La mia amministrazione ha già iniziato le discussioni su come riformare l’Organizzazione“. In caso contrario, in assenza di cambiamenti significativi, “non permetterò che i dollari dei contribuenti americani continuino a finanziare un’Organizzazione che, allo stato, non sta chiaramente servendo gli interessi dell’America“.

Burattino

A margine di una tavola rotonda con esponenti della industria della ristorazione, Trump aveva inoltre detto: “Oggi non farò una dichiarazione ma lo farò presto. Penso che l’Organizzazione mondiale della sanità abbia fatto un lavoro molto triste nell’ultimo periodo. E gli Stati Uniti versano loro 450mln di dollari all’anno”. “La Cina – ha proseguito – versa solo 38 mln l’anno all’Oms che si comporta come un burattino nelle mani della Cina”.

Oregon, giudice: stop a restrizioni Covid

Un giudice dell’Oregon ha abolito le restrizioni statali contro il coronavirus imposte dalla governatrice dem Kate Brown, sostenendo che non avrebbe ottenuto l’approvazione della Corte Suprema dello Stato necessaria per imporre il lockdown oltre i 28 giorni. Il giudice Matthew Shirtcliff ha emesso la sentenza su una causa intentata da 10 differenti religioni dell’Oregon secondo le quali le misure di distanziamento sociale dello Stato erano incostituzionali almeno fino alla definitiva pronuncia della Corte Suprema.

Iraq: razzo vicino all’ambasciata Usa a Baghdad

Un razzo è caduto vicino all’ambasciata degli Stati Uniti nella zona verde di Baghdad, in Iraq. Lo scrive Ansa. Sono oltre due dozzine gli attacchi simili contro gli insediamenti statunitensi in Iraq da ottobre. Quello odierno arriva a meno di due settimane dall’incarico al nuovo governo, con l’obiettivo di incrinare le relazioni con Washington.

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