Coronavirus, l’Oms avverte l’Europa: “Si attrezzi o rischia la terza ondata”

L'inviato David Nabarro si rivolge ai governi del Vecchio continente: "In Asia comportamenti più virtuosi"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:10

Attrezzarsi per evitare una terza ondata deve essere prerogativa dell’Europa. L’allarme lo suona David Nabarro, inviato speciale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) che, in un’intervista alla stampa svizzera, chiede ai governi del Vecchio continente di adottare quei provvedimenti che potrebbero scongiurare gli scenari di questo autunno. Soprattutto, Nabarro punta il dito sulla mancata realizzazione di quelle “infrastrutture necessarie durante l’estate, dopo aver riportato sotto controllo la prima ondata“. L’inviato dell’Oms, pone come esempio i comportamenti adottati da Paesi come la Corea del Sud, dove le persone “sono pienamente coinvolte, assumono comportamenti che rendono difficile la circolazione del virus. Mantengono le distanze, indossano mascherine, si isolano quando sono malate, proteggono i gruppi più a rischio”.

Oms e lockdown

Altra misura non idonea, secondo Nabarro, l’aver allentato le restrizioni prima del tempo poiché, secondo l’Oms, “bisogna attendere fino a quando i numeri non saranno bassi e si manterranno bassi”. Avvertenze che, per l’Europa, arrivano in una giornata in cui i Paesi cercano di far quadrare il binomio fra restrizioni e periodo di festività. La Gran Bretagna di Boris Johnson è pronta a confermare il lockdown, la cui scadenza è prevista il prossimo 2 dicembre. Un provvedimento per cercare di frenare ulteriormente l’andamento del coronavirus, già stabilizzato dalle misure adottate. Secondo quanto filtrato finora, il governo potrebbe trasmettere il piano anti-Covid in Parlamento già domani.

Manifestazione a Berlino

Situazione diversa in Germania, dove ancora una volta sono andate in scena delle proteste contro le nuove restrizioni. Stavolta, in piazza a Berlino scende il movimento Quederken, non veri e propri negazionisti ma non concordi sul rischio attribuito alla diffusione del Covid-19. E nemmeno alle misure approvate dal Bundestag, contestato apertamente in piazza da circa 5 mila persone. Un corteo che ha richiesto lo schieramento di 600 agenti di Polizia, partito dal quartiere Prenzlauer Berg e che, finora, non sembra aver prodotto le tensioni viste qualche giorno fa durante la manifestazione dei no mask.

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