Draghi sulle misure anti-Covid: “Anno da affrontare con fiducia e unità”

Intervengono i ministri della Salute Roberto Speranza e dell’Istruzione Patrizio Bianchi, oltre al coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:24
disperazione
Il premier Mario Draghi
“Un anno che dobbiamo affrontare con realismo, prudenza ma anche fiducia e soprattutto con unità“. Così ha aperto la conferenza stampa sugli ultimi provvedimenti anti-Covid adottati dal governo il presidente del Consiglio Mario Draghi. Intervengono i ministri della Salute Roberto Speranza e dell’Istruzione Patrizio Bianchi, oltre al coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli.

Draghi: “Scuola fondamentale per la democrazia”

“La scuola è fondamentale per la democrazia va tutelata, protetta, non abbandonata. Grazie” al ministro, gli insegnanti, i genitori, “per gli sforzi di oggi e delle prossime settimane e mesi”, ha detto il capo dell’esecutivo. “Il governo sta affrontando la sfida della pandemia e la diffusione di varianti molto contagiose con un approccio un po’ diverso rispetto al passato: vogliamo essere molto cauti ma anche cercare di minimizzare gli effetti economici, sociali, soprattutto sui ragazzi e le ragazze, che hanno risentito delle chiusure dal punto di vista psicologico e della formazione“. “Probabilmente ci sarà un aumento delle classi in didattica a distanza, ma quello che va respinto è il ricorso generalizzato alla Dad”, ha proseguito il premier, sottolineando che “ci sono anche motivazioni di ordine pratico: ai ragazzi si chiede di stare a casa, poi fanno sport tutto il pomeriggio e vanno in pizzeria? Non ha senso chiudere la scuola prima di tutto il resto, ma se chiudiamo tutto torniamo all’anno scorso e non ci sono i motivi per farlo”.

Vaccini

“Grazie alla vaccinazione la situazione che abbiamo di fronte è molto diversa dal passato. L’economia ha segnato una crescita di oltre il 6%, le nostre scuole hanno riaperto”. “Non dobbiamo ma perdere di vista una costatazione – ha aggiunto il presidente del Consiglio – gran parte dei problemi che abbiamo oggi dipende dal fatto che ci sono dei non vaccinati. Quindi c’è l’ennesimo invito a tutti gli italiani che non si sono vaccinati a farlo, anche con la terza dose“.

Speranza: “Obiettivo ridurre area non vaccinati”

L’ultimo decreto serve “per far fare un passo avanti importante” al nostro paese, dice nel suo intervento il ministro della Salute. “Oggi siamo all’89,4% di over12 con prima dose, quindi sono non vaccinati poco più del 10% degli over12″ che “occupano i due terzi di posti in intensiva e 50% in area medica” ha illustrato Speranza. “Obiettivo essenziale del governo è provare a ridurre ancora l’area dei non vaccinati, una minoranza, per ridurre la pressione sui nostri ospedali””, ha proseguito il ministro. “Su 100mila persone ci sono 23,2 persone che vanno in intensiva e sono i non vaccinati. Quando si va ai vaccinati con due dosi da più di 4 mesi, il dato passa da 23 a 1,5, quindi crolla clamorosamente e scende a 1 quando la vaccinazione avviene in ciclo primario entro 4 mesi e col booster si va a 0,9, secondo un grafico dell’Istituto superiore di Sanità”. In questo momento l’ordinanza è vigente e lo sarà sicuramente fino al 31 gennaio e poi sulla base del quadro epidemiologico il governo farà le sue valutazioni. Vorrei però far notare che a seguito della scelta del governo italiano, che in quel momento fu un po’ discussa, poi circa 10 altri paesi hanno seguito la stessa misura da noi proposta”, ha concluso Speranza.

Bianchi: “Situazione non dilagata”

“Ad oggi i docenti assenti perché positivi o in quarantena sono il 6%, gli studenti il 4,5%”, ha dichiarato il titolare del dicastero dell’Istruzione Bianchi, “stiamo controllando la situazione perché abbiamo operato con attenzione, non siamo stati fermi”. Il ministro ha poi aggiunto che i docenti sospesi perché non vaccinati sono lo 0,72%.”Il 3,07% dei Comuni hanno disposto ordinanze di chiusura: una situazione che non è, quindi, dilagata”, ha inoltre detto Bianchi.

Locatelli (Cts) su Omicron

“Con la variante Omicron il booster copre per l‘88% e per il 65% nel caso di ciclo primario, in base ai dati che ci arrivano dal Regno Unito”, illustra il coordinatore del Crs Locatelli, il quale specifica che “non è corretto dire che Omicron sia connotato da un’incapacità di provocare malattia grave. E’ meno pericolosa di Delta ma ha capacità di dare patologia grave e anche fatale. Uno studio sudamericano dimostra che lì ci sono stati 256 morti per Omicron e la larga maggioranza aveva più di 60 anni”. Infine, un passaggio sui farmaci, tra cui gli anticorpi monoclonali, per il Covid. “Da parte del Governo, del ministero, della struttura commissariale vi è stata assolutamente attenzione ai trattamenti oltre che ai vaccini. C’è attenzione agli anticorpi monoclonali ed ai farmaci antivirali che sono stati sviluppati. Degli anticorpi ve ne è solo uno che mostra attività sulla variante Omicron, gli altri hanno perso di attività ed è il motivo per cui come Cts abbiamo sottolineato l’importanza dell’identificazione della variante prima di procedere alla somministrazione di un determinato farmaco. Ci siamo attivati – ha aggiunto – per l’acquisizione di questi farmaci, il primo che si è reso disponibile si è dimostrato efficace al 30% nel prevenire la progressione verso la malattia grave, l’altro, che sarà disponibile ai primi di marzo, ha un’efficacia dell’89%”.

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