Riforma della Giustizia, via libera del Cdm al testo della Guardasigilli

Il ddl delega prevede, tra i vari punti, il blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. Emendamenti governativi approvati all'unanimità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:16

In Consiglio dei ministri arriva sostegno unanime alla disegno di legge delega per la riforma del processo penale presentata dalla titolare del dicastero della Giustizia Marta Cartabia. Nel pomeriggio era circolata la voce che il Movimento 5 Stelle si sarebbe potuto astenere, in seguito ci sarebbe stato un incontro con la stessa ministra e il capo dell’esecutivo Mario Draghi.

Nel corso del Cdm una richiesta di sospensione sarebbe arrivata dai rappresentanti di Forza Italia, per delle verifiche su alcun norme. La seduta si è poi conclusa con un’approvazione all’unanimità degli emendamenti governativi.

Prescrizione e corruzione

Tra i punti contenuti nel testo della Guardasigilli si affrontano il tema della prescrizione e di reati contro la Pubblica amministrazione, come corruzione e concussione.

Sulla prescrizione, la proposta prevede che sia bloccata dopo la sentenza di primo grado, che sia di condanna o di assoluzione. Per il secondo e terzo grado di giudizio, si introdurrebbero dei termini, massimo due anni nel processo di appello (tre per i reati gravi) e un anno, più una eventuale proroga di sei mesi, per il giudizio in Corte di Cassazione. Oltre, sarebbe dichiarata l’improcedibilità.

Per quanto riguarda i reati contro la Pubblica amministrazione, come corruzione e concussione, il testo prevede una proroga dei tempi per i processi di un anno per l’appello e di sei mesi per al Cassazione.

Le reazioni dei partiti

“L’obiettivo è garantire equilibrio tra certezza del diritto e certezza della pena”, fa sapere la Lega.

Sul versante del Partito democratico, la vicepresidente del Sentato e responsabile Giustizia del Pd Anna Rossomando dichiara: “Esprimiamo soddisfazione per la presenza di diverse proposte avanzate dal Pd, innanzitutto più garanzie a tutela del principio di non colpevolezza, l’incentivazione della definizione anticipata dei procedimenti attraverso il potenziamento dei riti alternativi e un più ampio ricorso alla giustizia riparativa”.

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