Autocertificazione, si cambia ancora: in arrivo un nuovo modulo

Lo annuncia il capo della Polizia, Franco Gabrielli: altra stretta in arrivo. Rilevate in tutto 110 mila infrazioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:56

E’ stata di tre giorni l’operatività dell’ultimo modulo di autocertificazione, in ordine temporale, rilasciato dal Ministero dell’Interno come strumento indispensabile per uscire di casa. Ora, con la pubblicazione della nuova Gazzetta Ufficiale, arriva un nuovo cambiamento, un ulteriore modello giustificativo annunciato a SkyTg24 dal capo della Polizia, Franco Gabrielli: “Sono state fatte ironie, ma cambiano le disposizioni e noi dobbiamo aggiornare il modulo, anche per intercettare” le richieste della cittadinanza. Al momento non è stato precisato quale sarà la modifica sostanziale apportata al modello di autocertificazione ma, da quanto traspare dalle parole del capo della Polizia, sarà volto a un ulteriore giro di vite rispetto agli spostamenti non necessari: “Ci sono le straordinarie persone che combattono negli ospedali e poi c’è un’altra battaglia che vede impegnati i nostri uomini, quella di spezzare la catena del contagio, perseguendo i furbi, chi con comportamenti sbagliati introduce un vulnus al sistema che può vanificare gli sforzi che si stanno facendo”.

Rigore e umanità

Per quanto riguarda i controlli fin qui effettuati, Gabrielli ha spiegato che “fino al 24 marzo”, la Polizia ha “controllato due milioni e mezzo di persone e rilevati 110 mila comportamenti non corretti sanzionati con l’articolo 650 del codice penale”. In merito alla sanzione per chi viola la quarantena, resta “quella che fa riferimento all’articolo 260 delle leggi sanitarie e prevede l’arresto da 3 a 18 mesi e una sanzione amministrativa da 500 a 5000 euro”. Serve rigore, ha spiegato il capo della Polizia, “ma dobbiamo essere anche umani, comprendere che i cittadini sono bersagliati con disposizioni non sempre omogenee, abbiamo infatti anche disposizioni regionali. Dobbiamo quindi far perseguire i furbi ma comprendere una parte di cittadini che vive una condizione di necessità che non sempre trova riscontri in un modulo e bisogna aiutare chi ha bisogno”.

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