Morto Raffaele Pempinello, primario emerito del Cotugno di Napoli

Aveva contratto l'infezione da Covid 19 nel corso di una visita a un suo paziente a casa e soffriva di una grave patologia degenerativa contro cui combatteva da tempo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:37
Raffaele Pempinello

L’infettivologo Raffaele Pempinello, 76 anni, ex primario dell’Ospedale Cotugno di Napoli, è morto ieri pomeriggio nello stesso ospedale, dove era ricoverato da due settimane dopo aver contratto il virus Covid-19. Pempinello, nota figura di medico e studioso, epatologo e internista, era componente del Consiglio direttivo della Società italiana di malattie infettive. Dopo due settimane di ricovero, Pempinello è venuto a mancare in seguito all’infezione da coronavirus ma soprattutto per una concomitante grave patologia degenerativa contro cui combatteva da tempo. “Perdo un amico, un professionista di valore che portava in alto la bandiera della scuola medica napoletana – commenta il manager dell’Azienda dei Colli Maurizio Di Mauro. Sono anch’io un infettivologo e ci conoscevamo da molti anni. Il mio pensiero affettuoso a sua mogie Imma e alla sua famiglia”.

Una vita in corsia

Pempinello, laureatosi in Medicina a Napoli nel 1968, era molto noto in città per l’intensa attività scientifica e culturale fiorita anche attorno agli interessi e attività filantropiche della moglie Imma. E’ stato – scrive il Mattino – uno dei principali protagonisti della Sanità campana a partire dagli inizi degli anni Settanta, quando conseguì le prime due specializzazioni in Endocrinologia e in Malattie infettive a cui poi aggiunge la formazione in Igiene e in Gastroenterologia. Nel 1973, ai tempi del colera a Napoli, diventò interno, con compiti assistenziali, presso la Clinica di Malattie infettive del policlinico Federico II presso l’istituto diretto da Marcello Piazza. Dopo alcune esperienze di lavoro negli Usa negli anni Ottanta tornò a Napoli come primario di Malattie infettive del Cotugno dove ha concluso la sua carriera. A metà aprile il ricovero dopo aver contratto l’infezione da Covid 19 probabilmente nel corso di una visita a un suo paziente a casa. A giocare a suo sfavore sono state soprattutto patologie concomitanti già avanzate.

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