Radio Radicale, l'ira di Di Maio contro la Lega

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:14

Oggi la maggioranza di governo si è spaccata per la prima volta. È stato così, è inutile nasconderlo”. Luigi Di Maio è lapidario nel suo commento alla vicenda del piano di salvataggio per Radio Radicale e, pur concendendo il beneficio parziale contenuto in quel “per la prima volta”, dice chiaramente che sulla questione l'esecutivo la vede in maniera diversa e non solo per ragioni legate strettamente alla sopravvivenza dell'emittente radiofonica. In un post pubblicato su Facebook, il vicepremier pentastellato precisa che la spaccatura si è palesata su “una proposta presentata dai renziani del Pd che prevede di regalare altri 3 milioni di euro di soldi pubblici, soldi delle vostre tasse, a Radio Radicale. La Lega ha votato a favore (insieme a Forza Italia), con mia grande sorpresa. Il Movimento 5 Stelle ha ovviamente votato contro”. Il vicepremier la definisce “una cosa gravissima” di cui “anche la Lega dovrà rispondere davanti ai cittadini. Sono franco: dovrà spiegare perché ha appoggiato questa indecente proposta del Pd”.

Il piano dem

Una proposta, quella arrivata dai dem, che proroga quindi di altri 3 milioni per il 2019 il finanziamento a Radio Radicale, di fatto scongiurando la fine delle trasmissioni e mettendo d'accordo quasi tutte le principali forze politiche, tranne appunto il Movimento 5 stelle: “Il Governo è andato sotto in Commissione su Radio Radicale. La Lega vota con le opposizioni per salvare la radio mentre i 5 stelle votano contro seguendo le indicazioni di parere contrario del ministro Castelli”, aveva spiegato il capogruppo in commissione Finanze, Silvia Fregolent. Anche l'ex sindaco di Roma, Roberto Giachetti, si era espresso sul piano dem e sulla strategia successiva, spiegando che “anche se con un contributo inferiore alle necessità, abbiamo approvato un emendamento che stanzia 3 milioni per Radio Radicale nel 2019. Per ora la radio è salva. Adesso subito la gara”.

Soldi e privati

Sulla questione, però, Di Maio resta categorico: “Negli anni sono stati dati circa 250milioni di euro di soldi pubblici a Radio Radicale, che è una radio privata… Eppure, non si sa come, Radio Radicale oggi dice che gliene servono altri. In questi casi chi fa politica dovrebbe farsi alcune domande: dove sono finiti questi 250 milioni? Che ci hanno fatto? Perché sono stati dati tutti questi soldi a un’azienda privata?”. Secondo il leader pentastellato, “siamo arrivati al paradosso secondo cui, dopo aver stanziato nuovamente per il 2019 ben 9 milioni di euro (già questo per noi è assurdo), oggi il Pd ne ha persino chiesti altri 3 (4 milioni anche per il 2020). E tutti i partiti, compresa la Lega, gli hanno detto di sì, hanno votato per regalare altri soldi delle vostre tasse a una radio privata”.

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