Milano, pioggia di Sardine a Piazza Duomo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:49

Milano come Bologna, Modena, Firenze e ormai un po' tutte le piazze d'Italia. Non c'è nord e sud che tenga per le Sardine, che conquistano Piazza Duomo riempiendola da lato a lato, al ritmo di slogan anti-mala politica e della ormai immancabile Bella ciao. Inizialmente almeno, poi si intona anche il Canto degli italiani. Ormai delle Sardine non si parla più come un movimento isolato ma di una vera e propria forza sociale che, a quanto pare, non fa distinzioni di sorta da città a città o da regione a regione, visto che a Taranto (dov'era presente anche il fondatore Mattia Santori) si sono raggiunti sostanzialmente gli stessi numeri del capoluogo lombardo. E nellaa serata meneghina, nonostante la pioggia, fra le migliaia di “sardine” arriva anche Roberto Saviano: “Questa piazza non deve essere una piazza solo contro, ma sta andando verso la difesa dei diritti che sono prima di ogni cosa. Le Sardine impediscono l'erosione della democrazia”. Una piazza “bellissima” quella Duomo, dice Saviano, “perché non c'è nessun leader, nessuna volontà di dire vaffa o di fare rottamazioni ma questa è l'Italia che ha voglia di incontrarsi e ragionare”.

Movimento in crescita

Svolgimento regolare, nessuna sigla partitistica, qualche sardina cartonata e solito sold out: ormai è piuttosto consuetudinario il decorrere delle serate giovanili tra pesci e dissenso, tanto che anche le istituzioni locali danno l'ok senza troppi patemi. Il sindaco di Milano Beppe Sala, ad esempio, ha spiegato che l'intento delle Sardine “pare una buona proposizione, ovviamente ancora immatura, alla ricerca di elaborare un pensiero. Però certamente c'è la mia solidarietà e non ho nessuna intenzione di metterci su il cappello. Credo che in questo momento anche loro non vogliano avere politici che con la presenza marcano il loro posizionamento“. Un invito-richiamo al centrosinistra che, secondo Sala, “non deve pensare alle Sardine in sé ma riflettere una volta di più sul fatto che occupano uno spazio che noi abbiamo lasciato vuoto. Ricordo che un anno fa le Madamine torinesi sembravano centrali nel dibattito politico, ora ci sono le Sardine. Va benissimo, ma è un'altra dimostrazione che siamo noi che lasciamo uno spazio e qualcuno lo occupa. Dobbiamo riappropriarcene”.

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