Mattarella: “Sbarco sulla luna traguardo epocale dell’umanità”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:32

Lo sbarco sulla Luna, avvenuto esattamente 50 anni fa, fu “un traguardo epocale dell’umanità”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 50° anniversario del primo allunaggio della storia di un essere umano. Avvenne il 20 luglio 1969, Neil Armstrong, comandante della missione Apollo 11, e Buzz Aldrin, toccarono per primi il suolo lunare, mentre il loro compagno Michael Collins, rimasto in orbita, controllava il modulo di comando Columbia. 

Il messaggio

“Mezzo secolo è trascorso da quel primo passo che l’astronauta Neil Armstrong compì sul suolo lunare”, ha esordito il Capo di Stato. “Le scienze, le tecnologie, le conoscenze stesse del sistema solare e dell’universo hanno compiuto in questo arco di tempo ulteriori e così grandi progressi che allora neppure erano immaginabili. Tuttavia lo sbarco sulla luna segna un traguardo epocale dell’umanità, una pietra miliare nel suo storico, plurimillenario cammino, nonché una conquista carica di speranza”. “Lo stesso anniversario che celebriamo oggi induce a guardare il futuro più che il passato – aggiunge il capo dello Stato -, ma nel far questo sollecita una riflessione sul destino comune delle donne e degli uomini, sulla loro responsabilità di aver cura del pianeta, di salvaguardarne l’equilibrio ambientale e climatico, di consegnare il testimone alle generazioni future, in modo che la vita e lo sviluppo delle opportunità possano proseguire nella pace e nella giustizia”. Riconoscendo che “il desiderio di conoscenza è inesauribile”, Mattarella ha sottolineato come “le vie aperte nello spazio già sono percorse da vettori e apparecchiature divenuti indispensabili per le nostre stesse attività sulla terra”. “Osservazione e studio del cosmo ci offriranno ancora scoperte nuove e di straordinaria valenza, magari aprendo porte ad altre coraggiose missioni dell’uomo fuori dalla terra”. L’augurio, ha concluso il Capo di Stato, è che “tutto ciò aiuti i popoli a sentirsi più vicini, a superare egoismi, odii e conflitti, a costruire insieme quella fiducia nel futuro che è condizione di amicizia e di autentico progresso”.

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