Manovra, stop al rialzo: la cedolare secca al 10%

ULTIMO AGGIORNAMENTO 3:58

Tira le somme il governo sulla Manovra, riletta a grandi linee nelle circa due ore di vertice a Palazzo Chigi. Una prima parte di confronto visto che, dalla Presidenza del Consiglio, fanno sapere che domani ce ne sarà un'altra, utile per mettere fine alla questione sul piano dei contenuti: “L'impianto della Manovra resta quello che si conosce – ha detto la capogruppo LeU in Senato, Loredana De Petris -: l'accordo sostanziale c'è. L'incontro è avvenuto in un clima assolutamente tranquillo. Andiamo avanti determinati, con più coesione”. In attesa del testo definitivo, da Palazzo Chigi filtra qualche dettaglio, come lo stop all'aumento della cedolare secca, ossia l'imposta che sostituisce l'Irpef. Il che, di fatto, dovrebbe impedire il rincaro delle tasse sulla casa: “La cedolare secca, oggi al 10%, era previsto che salisse al 15%: in una prima bozza di manovra era stata portata al 12,5% ma oggi si è fatto uno sforzo per tenerla al 10% e rendere questa aliquota permanente”.

Le misure

Come previsto, in Manovra resteranno la tassa sulla plastica e la cosiddetta sugar tax e, secondo fonti di Palazzo Chigi, 140 milioni in Legge di bilancio per il 2020, da destinare all'industria 4.0. E con il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, che si dice soddisfatto del risultato raggiunto e i buoni propositi mostrati dall'Europa, con Vladis Dombrovskis a ribadire che l'Ue non ostacolerà l'Italia, l'obiettivo è portare il testo al Senato entro domani. Il che, necessariamente, implica la buona riuscita del secondo vertice previsto in giornata, anche se la buona riuscita della discussione sulla cedolare secca costituisce una variabile favorevole: “Una buona notizia dal vertice di maggioranza sulla legge di bilancio – ha scritto su Twitter Antonio Misiani, viceministro dell'Economia -: la cedolare secca sugli affitti a canone calmierato resta al 10% (a legislazione vigente sarebbe passata al 15%)”. Per quanto riguarda la compensazione, si valuta l'incremento della tassa sulla fortuna (rialzo dal 12% al 15% del prelievo sulle vincite oltre i 500 euro). Restano aperti i temi flat tax e Quota 100: “Siamo a lavoro per individuare i 100 milioni necessari per confermare il regime agevolato per le partite Iva fino a 65.000 euro – ha detto la vice del Mef Laura Castelli -, eliminando tutti i vincoli. La maggioranza ha condiviso questa sollecitazione del Movimento 5 Stelle”.

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