Colle, crisi di nervi nel centrodestra. Alfano diviso tra Renzi e Berlusconi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:01

Tra un sessione e l’altra, un panino e un caffè alla bouvette, il Transatlantico si muove per cercare di ricomporre lo strappo di Renzi, che ieri ha indicato Sergio Mattarella come candidato del Pd per il Quirinale. A trovarsi in acque agitate sono soprattutto i partiti di centrodestra, spiazzati dalla mossa del premier. Dentro Ncd il dibattito in queste ore è stato serrato, Alfano si trova tra due fuochi: da un lato l’appartenenza alla maggioranza di governo, dall’altra la necessità di ricucire il rapporto con Forza Italia in vista del prossimo voto. Berlusconi ieri lo aveva preannunciato: “La scelta di Renzi cambierà l’opinione di Area Popolare nei confronti dell’esecutivo”.

E non ha torto a guardare quello che sta succedendo tra i suoi ex alleati. Tutto fa pensare che la decisione di Fi sul nome di Mattarella produrrà effetti a catena in tutta l’area moderata. Il Pd non ha rinunciato all’idea di allargare il consenso sul giudice costituzionale e lavora su entrambi i fronti. “Mi auguro ci sia la possibilità di ricucire i rapporti, c’è tanto lavoro da fare” è stato l’auspicio di Maria Elena Boschi. Ma l’operazione è complicata perché tra gli azzurri c’è chi spinge per non partecipare alle prossime sessioni di voto. Scelta che il vicesegretario dem definisce “sbagliata”.

E non manca chi parla già di crisi di governo, “dopo aver rotto con Berlusconi Renzi non ha più la maggioranza e quindi andrà a elezioni anticipate” ha previsto Renato Brunetta, che con l’ex Cav si era scontrato nelle settimane scorse contestando l’eccessiva difesa del patto del Nazareno. La situazione più critica è quella di Ncd, “voteremo scheda bianca ma nell’incontro con Fi parleremo anche di questo” ha spiegato Nunzia De Girolamo. Ma c’è anche chi spinge, come il ministro Lorenzin e l’ala siciliana, a sostenere Mattarella. La tensione di questi giorni potrebbe avere un riverbero sul cammino delle riforme, anche se Guerini ha avvertito che “Chi si sfila dal  dovrà farlo di fronte al Paese. Ci siamo assunti tutti una responsabilità, le riforme devono andare avanti”.

 

 

 

 

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