Prosegue il blocco turco alla “Saipem 12000”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:48

Prosegue il blocco della marina militare turca nei confronti della nave “Saipem 12000“, impedendole di raggiungere l'area di trivellazione nella Zona Economica Esclusiva di Cipro

Bloccata

Lo ha detto il portavoce del governo cipriota, Nicos Christodoulides, alla tv di Stato Rik, rilanciata dall'Associated Press, precisando che la nave è ferma a circa 30 miglia (50 chilometri) dalla destinazione, al largo della costa meridionale dell'isola, dove la nave ha in programma attività di perforazione per conto di Eni.
Secondo Christodoulides, la marina turca sta impedendo anche ad altre imbarcazioni di avvicinarsi all'area, citando manovre militari. La notifica da parte di Ankara per simili operazioni nella zona scade il 22 febbraio ma per Nicosia questa viola il diritto internazionale. Cipro ed Eni, ha concluso, sono impegnati per assicurare che le trivellazioni procedano. 

La fregata Euro

Nel frattempo la fregata Euro della Marina militare italiana che secondo alcune fonti di stampa sarebbe stata dirottata ieri verso Cipro proprio nella zona dove si trova Saipem 12000, è in realtà entrata in porto a Cartagena, come da programma, per unirsi all'Operazione “Sea Guardian” della Nato. L'unità, che l'8 febbraio era partita dalla Stazione Navale Mar Grande di Taranto, lascerà il porto spagnolo nei prossimi giorni per iniziare le operazioni di pattugliamento nel Mediterraneo centro occidentale fino al 4 marzo prossimo.

L'operazione

Nata dopo il summit di Varsavia del luglio 2016, l'operazione Sea Guardian è altamente flessibile, in grado di assolvere un ampio spettro di compiti nell'ambito della sicurezza che includono la sorveglianza degli spazi marittimi di interesse e il contrasto al terrorismo in mare, assicurando nel contempo la formazione a favore delle forze di sicurezza dei paesi rivieraschi. Le forze navali assegnate all'operazione possono effettuare attività di interdizione, di tutela della libertà di navigazione, di protezione delle infrastrutturesensibili e il contrasto alla proliferazione delle armi di distruzione di massa

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