Pechino si apre alla natalità?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:00

Il governo cinese starebbe valutando la possibilità di porre fine alle restrizioni sul numero di figli che una coppia può avere. Si tratterebbe della seconda svolta sul tema della natalità dopo la fine della legge sul figlio unico nel 2015. Lo rivela il quotidiano statale Procuratorate Daily, dopo la diffusione della notizia di una revisione del codice civile da parte dei maggiori legislatori cinesi, riuniti nel Comitato Permanente dell'Assemblea Nazionale del Popolo, l'organo che fa le veci del parlamento in Cina, che ieri ha dato il via a cinque giorni di discussioni.

La riforma

Delle sei aree prese in esame dai maggiori membri dell'Anp, tra cui il presidente, Li Zhanshu, numero tre nella gerarchia politica cinese, una di queste riguarda proprio il matrimonio e la famiglia, scrive l'agenzia Xinhua, e non viene mai citata direttamente la pianificazione familiare. La revisione in fase di discussione in questi giorni verrà presa in esame dalla stessa Anp nel marzo 2020, quando è previsto – secondo il calendario annuale della politica cinese – la riunione in seduta plenaria di tutti i membri dell'organo. 

Forza lavoro in calo

L'ipotesi di eliminare i limiti al numero di figli che una coppia può avere appare in linea con le esigenze del governo cinese, che vede assottigliarsi, anno dopo anno, il numero di cittadini in età lavorativa, e intende contrastare l'invecchiamento della popolazione. L'abolizione della legge sul figlio unico – avvenuta al termine di diversi allentamenti della ultra-decennale normativa – non ha finora portato ai risultati sperati per il governo: i primi anni dalla storica abolizione non hanno prodotto aumenti significativi nelle nascite.

Lo studio

L'idea di eliminare completamente questi limiti era già emersa nei mesi scorsi. A maggio, secondo quanto svelato allora dall'agenzia Bloomberg, una ricerca commissionata dal Consiglio di Stato, il governo centrale, sull'abolizione della normativa era stata oggetto di attenzione da parte dello stesso primo ministro Li Keqiang, con la possibilità di una decisione a riguardo già nel corso dell'ultimo trimestre di quest'anno, o nel 2019. Secondo stime ufficiali cinesi, entro il 2030, circa un quarto della popolazione avrà compiuto i sessanta anni di età: una fascia di persone che rappresentava solo il 13,3% alla fine del 2010

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