National oil corporation sotto attacco

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:50

Uomini armati non identificati hanno assaltato questa mattina la sede della compagnia petrolifera pubblica libica National Oil Corp (Noc) a Tripoli. Lo riferisce l'emittente Sky News Arabia.

L'attacco

Al momento non è chiara la situazione, né alcun gruppo ha rivendicato l'azione. Le forze di sicurezza sono subito intervenute, circondando l'edificio. Secondo l'emittente locale al-Ahrar TV, alcune ambulanze sono giunte sul posto, ma non si hanno ancora notizie di vittime o feriti. Un testimone oculare ha riferito al portale Al-Wasat che un imprecisato numero di dipendenti della compagnia è riuscito ad abbandonare l'edificio, mentre altri si trovano ancora all'interno. Un impiegato in un albergo vicino ha detto di aver sentito almeno cinque esplosioni nel corso dell'attacco. Gli assalitori sarebbero armati di fucili mitragliatori e bombe a mano. Le operazioni sono affidate al comando dell'area militare di Tripoli e alla milizia Forza di deterrenza, le cui truppe sono giunte sul posto. Diversi spari ed esplosioni sono stati avvertiti nel centro della capitale libica nei pressi della sede della compagnia. All'interno, riferisce Al Hadath, si sarebbe introdotto anche un kamikaze. 

In salvo

Sta bene “e si trova attualmente in un luogo sicuro” Mustafa Sanallah, presidente della Noc. Lo ha reso noto l'emittente libica ''218 Tv'', citando fonti della stessa compagnia statale. Lo testimoniano anche alcune immagini sui social che ritraggono Sanallah portato in salvo fuori dall' edificio. Gli uffici del dirigente infatti si trovano al quarto piano, mentre le esplosioni sarebbero avvenute nel cortile interno della sede. I

La riunione

Ieri a Zawiya, la missione Onu ha organizzato una riunione per la discussione del consolidamento della tregua nella capitale. Lo ha reso noto la stessa Unsmil in un comunicato, precisando che tutte le parti si sono impegnate a rispettare il cessate il fuoco e istituire un meccanismo di monitoraggio e di verifica dell'accordo sul campo, avviando anche vari colloqui sulle misure di sicurezza nella zona di Tripoli e nei suoi dintorni. Le milizie rivali – si legge nella nota – ''si sono impegnate a firmare un documento'' che prevede il ''riposizionamento dei gruppi armati nelle località stabilite, lo sviluppo di un piano per il ritiro dei gruppi armati dalle posizioni delle istituzioni legittime e dalle infrastrutture fondamentali di Tripoli, l'assegnazione delle funzioni di sicurezza nella capitale alle sole forze armate regolari e alla polizia''.

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